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::: Per una piastrella competitiva LA CERAMICA di Francesco Tozzi
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Da sempre considerata materiale
d'arredo degli ambienti residenziali,
oggi il suo impiego è in espansione
in ambito pubblico e urbano. In un'ottica
di funzionalizzazione della superficie.
Un punto sulla ricerca.
La piastrella di ceramica,
almeno nel campo della
ricerca, cede il passo alla
tecnologia. E lo fa con
cognizione di causa e progetti
ambiziosi. È in questa direzione
che si sta muovendo il Centro
Ceramico Bologna, una realtà
universitaria che dal 1976 con
rigore scientifico e metodologico
si occupa di ricerca applicata,
lavorando a stretto contatto con
il settore industriale. Una ricerca
che vuole dare risposte e supp
o rti utili e concreti alle aziende
produttive di riferimento, traducibili
in opportunità di business.
Forse è un caso raro nel nostro
Paese, dove la ricerca accademica
non sempre corre a braccetto
con l'industria.
E la “nuova frontiera” è quella
del fotovoltaico anche per
quanto riguarda le piastrelle di
ceramica, ma non solo. Il Centro
di Bologna si sta orientando
verso progetti mirati a rafforzare
la competitività del settore.
Ci siamo confrontati con il direttore del Centro Ceramico
Bologna, il professor Giorgio
Timellini.
L'ultima novità del Centro è il
prototipo della piastrella fotovoltaica:
quale l'esigenza che
vi ha spinto ad intraprendere
studi in questa direzione?
Giorgio Timellini: Il nostro
obiettivo è quello di dare delle
funzionalità nuove, speciali alle
piastrelle di ceramica, non solo
strutturali ed estetiche. E in
questo caso abbiamo abbracciato
anche un tema di forte
attualità.
Quali gli sviluppi futuri?
Giorgio Timellini: Per ora,
siamo ancora alla fase di prototipo,
ci vorranno ancora due o
tre anni per passare alla fase
produttiva e alla successiva
commercializzazione, con l'intento,
naturalmente, di mantenere
dei costi accessibili.
In breve ci può spiegare il
funzionamento?
Giorgio Timellini: La piastrella
dimostrativa è stata ottenuta
tramite tecniche di deposizione
di film, sottili e spessi,
direttamente sulla superficie
della piastrella stessa, in sostituzione
dello strato di smalto
usualmente applicato. Più nel
dettaglio, la piastrella utilizzata
è in gres porcellanato su cui
viene realizzato il riporto conduttivo;
vengono poi depositati
i vari strati fotoattivi e il
conduttore del front, che collega
in serie tra loro le celle FV
realizzate. Il segnale elettrico
prodotto, poi, viene convogliato
sul retro della piastrella tramite
connettori inseriti in appositi fori creati sul corpo
ceramico.
In un futuro si potrà parlare
di un utilizzo su larga scala?
Giorgio Timellini: Certo, è il
nostro auspicio. Per esempio,
l'ampliamento dell'area fotoattiva
depositata permetterà di
ottenere piastrelle di dimensioni
tali da essere utilizzate come
rivestimento delle superfici
esterne degli edifici tipo pareti
ventilate.
Non è l'unico prototipo allo
studio…
Giorgio Timellini: In effetti, i
nostri ricercatori stanno lavorando
anche sul fronte della
riduzione degli inquinanti e dei
batteri. Sono allo studio due
nuove piastrelle, una fotocatalitica
e una antibatterica. La
prima si basa su un processo di
fotocatalisi che, grazie a possibili
reazioni chimico-fisiche,
consente una progressiva riduzione
degli agenti inquinanti
atmosferici; mentre la piastrella
antibatterica permette di arrestare,
o addirittura prevenire,
l'accrescimento dei batteri.
Possiamo parlare di soluzioni
al servizio, oltre che dell'industria,
anche del pubblico.
Giorgio Timellini: È proprio così!
Negli ultimi anni il lavoro di ricerca
del Centro Ceramico Bologna
si è orientato sempre più verso il
concetto di funzionalizzazione
della piastrella di ceramica, studi
che si inseriscono all'interno di
un piano molto più ampio che si
collega allo sviluppo della competitività.
Potremmo definirlo un
cambio di rotta al passo coi
tempi, visto che in passato ci
siamo occupati principalmente
di studi inerenti l'ottimizzazione
dei processi di produzione e
delle risorse energetiche.
::: SE LA PRODUZIONE SI ALLEA CON LA RICERCA…
Mi sembra di capire che nel
settore delle ceramiche ci sia
affiatamento tra ricerca e
mondo della produzione.
Giorgio Timellini: Non potrebbe
essere altrimenti, almeno
per il settore della ceramica,
anche perché in Emilia Romagna si produce il 90% dei
pavimenti e delle piastrelle di
ceramica di tutta Italia. Così,
grazie al nostro laboratorio
Cecerbench siamo in grado di
studiare e sviluppare, a stretto
contatto con le aziende del settore,
piastrelle con una superficie
funzionalizzata, in modo da
offrire proprio ai produttori di
piastrelle un'assistenza altamente
qualificata unitamente a
risultati di innovazione tecnologica
per la fabbricazione di prodotti
ad alto valore aggiunto.
Si può parlare di un'evoluzione
della piastrella di ceramica?
Giorgio Timellini: La piastrella
di ceramica, materiale tradizionalmente da arredo degli ambienti residenziali, negli ultimi
anni ha visto un'espansione
dei suoi campi d'impiego verso
gli ambienti pubblici e l'arredo
urbano con lo sviluppo del grès
porcellanato, che ha permesso
di realizzare prodotti che uniscono
eccellenti livelli prestazionali
a caratteristiche estetiche
prestigiose. In questa prospettiva,
la funzionalizzazione
della superficie si configura
come un'implementazione delle
caratteristiche del prodotto che
ne accrescere il potenziale di
mercato.
Ma il vostro lavoro non si
ferma qui...
Giorgio Timellini: In effetti,
noi offriamo un servizio completo
sia nel campo della formazione,
sia per quanto riguarda
il supporto tecnico di assistenza
alle problematiche industriali
e commerciali. Inoltre,
grazie ai nostri laboratori di
p rova dei materiali siamo in
grado di analizzare la piastrella
di ceramica dalla sua nascita
alla morte. Siamo, poi, impegnati
in tanti comitati nazionali
ed internazionali che si occupano
di redigere le normative
inerenti il settore e ci occupiamo
anche di certificazioni
volontarie per il settore della
produzione.
Tutto questo è sufficiente?
Giorgio Timellini: Devo dire
che sono stati fatti molti
passi in avanti, ma non basta
ancora! Il mio intento, e accordi sono già in essere, è
quello di creare un vero e proprio
polo di ricerca in Emilia Romagna che si occupi esclusivamente
di progetti mirati a
rafforzare il concetto di competitività
all'interno di questo
settore. Credo che il nuovo
anno porterà qualche interessante
novità.
::: CARTA D’IDENTITÀ
Il Centro Ceramico Bologna, costituitosi nel 1976, è un Consorzio Universitario a
cui aderiscono differenti realtà. Eccole nel dettaglio.
- Alma Mater Studiorum Università di Bologna
- Unioncamere Emilia-Romagna
- Confindustria Ceramica
- Ancpl, Associazione Nazionale Cooperative Produzione Lavoro
- Andil, Associazione Nazionale degli Industriali dei Laterizi
- Encs, Ente Nazionale Ceramica e Silicati
- Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato
Nel 2006 il Centro ha chiuso il suo bilancio in attivo con 2,5 milioni di euro.
Sono 40 i dipendenti presso le due sedi operative.
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::: LA STRUTTURA
Il Centro Ceramico è strutturato in cinque settori che coprono i principali
campi di interesse e di attività.
- Settore chimico
- Settore ceramici industriali
- Settore ceramiche tecniche avanzate
- Settore ambiente
- Settore processi ed energia
Tutti i settori collaborano alle attività istituzionali del Centro, e cioè: ricerca,
assistenza all’industria (qualità e normativa tecnica) e formazione.
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::: I TRE PROTOTIPI
Sono allo studio tre progetti che si basano sul concetto di funzionalità della
piastrella di ceramica.
- Piastrella fotovoltaica: è stata ottenuta tramite tecniche di deposizione di
film direttamente sulla superficie della piastrella stessa, in sostituzione dello
strato di smalto usualmente applicato.
- Piastrella fotocatalitica: si basa su un processo di fotocatalisi, che grazie a
possibili reazioni chimico-fisiche, consente una riduzione degli agenti inquinanti
atmosferici.
- Piastrella antibatterica: permette di arrestare, o addirittura prevenire, l’accrescimento
dei batteri.
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