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DAL MERCATO

ALFONSO PANZANI,
PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA CERAMICA ::: È tempo di spiegare
LA CERAMICA di Francesco Tozzi
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Negli ultimi anni la piastrella di ceramica e il sanitario si sono sempre più evoluti. E così il successo della vendita passa soprattutto attraverso la capacità di informare. Rivenditore e consumatore. Colloquio con Alfonso Panzani, presidente di Confindustria Ceramica.


L’industria italiana delle piastrelle di ceramica segna un lieve calo (-1,1%) nei volumi, che prelude a un 2008 in cui proseguirà questa sostanziale “calma piatta”. Il preconsutivo 2007, redatto da Confindustria Ceramica, stima per le piastrelle italiane una produzione a 563 milioni di metri quadrati, vendite complessive a 560 milioni derivanti da 390 milioni esportati (- 1,6%) e vendite domestiche stabili a 170 milioni. Un settore che sta vivendo importanti cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto legislativo e di tutela del prodotto made in Italy. Abbiamo rivolto qualche domanda al Presidente di Confindustria Ceramica. Ecco le sue considerazioni.


I recenti scandali di quest'estate relativi ai prodotti cinesi tossici o malfunzionanti hanno convinto il mondo politico italiano ed europeo ad adoperarsi affinché le imprese manifatturiere italiane potessero competere con armi pari sul mercato europeo. Quale è stato l'impegno di Confindustria Ceramica in questa direzione?
Alfonso Panzani: Il tema del Fair Trade e della corretta informazione al consumatore sono temi centrali nel nostro approccio ai mercati. Noi crediamo che vadano perseguite tutte le forniture di prodotti non conformi alle norme internazionali e non rispettosi della salute dei lavoratori che le producono e dei consumatori che le usano. E questo indipendentemente dalla nazionalità del produttore. In passato ci siamo fatti promotori di sequestri di cataloghi contraffatti da aziende cinesi, di azioni antidumping verso Argentina e Sud Africa nel caso di prezzi artificialmente tenuti bassi, di plauso alla Guardia di Finanza e all'Agenzia delle Dogane - come successo nelle scorse settimane a Bari - nel caso di sequestro di prodotti riportanti marchi italiani contraffatti.

Quali sono i futuri obiettivi a medio periodo del comitato “Made in for Trasparency”?
Alfonso Panzani: Aver ottenuto che l'introduzione del made in per le merci poste in commercio nell'Unione venga riportata all'attenzione della Commissione Europea, dopo che questa si era espressa negativamente, è un traguardo importante. Adesso è importante che la maggioranza ottenuta nell'Euro Parlamento diventi maggioranza nella Commissione.

Quali sono gli effetti diretti che si ripercuotono sul canale distributivo nel momento in cui vengono immessi prodotti di scadente qualità e di dubbia provenienza?
Alfonso Panzani: Di danno complessivo per l'intera filiera. Infatti ci rimettono i produttori corretti che, in assenza di una chiara indicazione, vedono colpire anche i propri prodotti da un'alea negativa; ci rimettono i distributori, perché sono i primi destinatari delle contestazioni degli acquirenti; ci rimettono anche i consumatori, perché costretti a tenersi ambienti non consoni o, nei casi peggiori, a spendere due volte per ottenere un buon lavoro. Viviamo in un mondo dove l'etica dei comportamenti è una risorsa, non una palla al piede dello sviluppo.

Quali i possibili progetti futuri che Confindustria Ceramica adotterà per tutelare in primo luogo le aziende associate (e quindi il settore) e, per ricaduta, anche il rivenditore e il consumatore finale?
Alfonso Panzani: Continuare a perseguire i comportamenti difformi alle leggi, ma anche sviluppare idonee politiche di informazione sui prodotti, le sue applicazioni e le sue potenzialità. Anche in ambito ambientale, tema su cui da oltre 30 anni il nostro settore sta investendo e innovando.


::: SE LA PRODUZIONE SI ALLEA CON LA DISTRIBUZIONE
Analizzando la filiera del m e rcato delle ceramiche, siamo in grado di identificare quali potrebbero essere le sinergie da ottimizzare al fine di consolidare (ancor di più) il settore?
Alfonso Panzani: Sia la piastrella di ceramica che il sanitario sono materiali e prodotti sempre più evoluti e sofisticati, che debbono essere 'spiegati' per il meglio al consumatore e all'utilizzatore. Il miglioramento del flusso di informazioni tra chi produce e chi distribuisce rappresenta, senza dubbio, un'area di fondamentale, ulteriore miglioramento, in grado di aumentare il valore unitario della singola vendita.

Negli ultimi anni, si assiste a un importante aumento dei costi di produzione (soprattutto del gas metano e delle materie prime), quali le ripercussioni sui margini reddituali delle aziende? Una situazione che lascerà traccia anche a livello distributivo e… Alfonso Panzani: Il petrolio a 100 dollari, con i suoi diretti effetti su metano per la cottura della ceramica e costi di trasporto del prodotto finito e delle materie prime, sta già erodendo margini reddituali. In tal senso, le aziende hanno già provveduto a innalzare i listini, una prassi che in molti casi si accompagna anche al lancio di nuove collezioni di prodotto che, rispetto alle precedenti, connaturano maggiori valori.

Quali i suggerimenti del Presidente di Confindustria Ceramica per ottimizzare quello che è oggi il sistema distributivo italiano? La nascita di centri multi-merceologici specializzati in più settori, potrebbe essere una risposta qualificata all'evoluzione del settore?
Alfonso Panzani: Le modalità distributive nei paesi evoluti si articolano in modo sempre più sofisticato, sempre con l'obiettivo di raggiungere nuovi segmenti della domanda e di innalzare la qualità del servizio. Personalmente non sposo una formula piuttosto che un'altra. Quello che è importante è la soddisfazione del cliente finale, che è la somma di un prodotto di qualità e centrato sulle sue aspettative, e di un sistema distributivo che sia in grado di creare valore per l'intera filiera.

Dall'ultima indagine statistica, è emerso una calo delle imprese attive sul territorio italiano e un conseguente calo di occupazione: quali i motivi del fenomeno?
Alfonso Panzani: La dimensione del fenomeno, nel corso del 2006, è stata pari ad un -3,5% sul totale degli addetti, che rientra nella fisiologica flessione dovuta al completamento di processi di riorganizzazione aziendale e, in alcuni casi, di chiusura di aziende di piccola dimensione. Siamo assolutamente nella norma.

Gli esperti del settore indicano, per il biennio 2008/2009, una diminuzione complessiva degli investimenti in costruzione edilizia dell'1%, una previsione che avrà i suoi effetti anche nel settore delle ceramiche?
Alfonso Panzani: Senza dubbio. Per un settore che in Italia copre i tre/quarti di tutti i materiali destinati a pavimentazioni residenziali, la flessione dell'edilizia viene immediatamente percepita. A fronte di una situazione di congiuntura immobiliare di difficoltà, peraltro riscontrabile anche in altri paesi europei e nord americani, l'obiettivo primario è di mantenere le quote di mercato.

Scendendo ancora di più nel dettaglio, quali gli impegni e gli obiettivi più a cuore del Presidente per il prossimo futuro… Sui quali non transigerà?
Alfonso Panzani: Gli obiettivi, come sempre, sono molteplici. Quello a cui presto maggiore attenzione è la formazione delle giovani generazioni, intese sia come coloro che entreranno nelle nostre aziende italiane o estere, sia di coloro - a rchitetti, interior design o altro - che utilizzeranno i nostri materiali. Credo che questo sia il miglior investimento per il futuro.

::: CARTA D’IDENTITÀ
Confindustria Ceramica è l’Associazione che rappresenta, collega, informa e assiste le aziende italiane produttrici di piastrelle di ceramica, materiali refrattari, sanitarie, stoviglierie e ceramica per usi industriali.
L’associazione, da oltre 40 anni, orienta la propria attività in funzione delle esigenze delle aziende associate con l’obiettivo di affermare e tutelarne gli interessi, il ruolo e l’mmagine imprenditoriale. Inoltre, è presente e partecipa direttamente agli organi di gestione e alle commissioni di varie organizzazioni ed enti italiani e internazionali.


::: I NUMERI DEL SETTORE (ITALIA)
207 le imprese attive sul territorio
28.093 gli addetti occupati
303 gli stabilimenti dislocati sul territorio nazionale
671 i forni attivi
256 i milioni di euro investiti nel 2006 (-8,40% rispetto al 2005)
331,7 i milioni di euro quelli previsti per il 2007


::: L’ANDAMENTO IN PILLOLE
563 i milioni di metri quadrati prodotti nel 2007 (stima)
560 milioni di metri quadrati venduti nel 2007 (stima)
5.741,6 i milioni di euro fatturati nel 2006
6,87% l’incremento del fatturato nel 2006 (rispetto al 2005)


::: I MATERIALI PIÙ PRODOTTI
1. Gres porcellanato 67,38%
2. Monocotture 20,50%
3. Bicottura 8,34%



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