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::: Le signore del PARQUET PRIMA PAGINA di Federica Fiorellini
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Renza Altoé Garbelotto, Rita
Cadorin, Silvia Corà, Laura De
Luca, Adriana Spazzoli. Cinque
donne a confronto, cinque
imprenditrici con le idee molto
chiare sul presente - e il futuro -
delle proprie aziende ...
Lo spunto. Secondo una recente indagine
di Unioncamere, l’imprenditoria
femminile sembra resistere meglio alla
crisi. “Rispetto al giugno 2005 - si legge nella
nota diffusa dall’Unione delle camere di commercio
d’Italia lo scorso settembre - le titolari
di impresa sono 25.817 in meno, ma la loro riduzione
(-2,91%) è percentualmente meno
consistente di quella totale (-3,63%) e meno
accentuata di quella che presentano le ditte gestite
da uomini (-3,88%)”.
Per contestualizzare, le imprenditrici italiane
sono 862.367 (dato aggiornato a giugno
2010), con un'incidenza pari al 25,6%
sul totale delle aziende e una presenza più
marcata in alcune province, in cui si supera
anche il 35%.
Che le imprese “in rosa” funzionino meglio
davvero? Una ricerca della nota società di consulenza
manageriale statunitense McKinsey
sostiene che le donne dirigenti sono particolarmente
brave a usare le leve organizzative
identificate come strategiche per il successo di
un'azienda: eccellono nel favorire lo sviluppo
professionale, le aspettative e i premi dei loro
collaboratori, nel fornire loro un modello di
ruolo convincente. Inoltre, sono leggermente
più brave degli uomini nel fornire ispirazione
alle risorse umane a loro assegnate e nel porre in atto un modello decisionale partecipativo
che - com'è noto - aumenta la produttività individuale.
Le aree da migliorare – secondo il
team McKinsey - sono la capacità di prendere
decisioni da sole al momento opportuno e la
fase finale del processo di gestione di un team.
Ma la perfezione non è di questo mondo.
La conclusione della ricerca è che la crescita di
un’azienda è assicurata se fra i top manager ci
sono almeno tre donne (ad esempio a capo
delle vendite, degli acquisti, del personale, del
marketing, dell'ufficio legale, insomma nelle
funzioni chiave aziendali).
Dati alla mano, la componente dell’imprenditoria
in rosa si dimostra dunque una
preziosa risorsa. In Italia, tuttavia, il tasso
di occupazione femminile è ancor oggi tra i
più bassi in Europa e alla limitata partecipazione
delle donne al mercato del lavoro si
associa una scarsa presenza ai posti di comando:
tra le prime 100 imprese italiane
quotate, sono ben 71 quelle senza nemmeno
una donna nel Cda, fa sapere l'ufficio studi
di Cerved Group.
Questo perché nonostante il tema sia diventato
di grande attualità (con un moltiplicarsi
di iniziative, convegni, proposte di legge), i costumi
evolvono molto lentamente. Diceva
Ferdinando di Borbone “è più facile perdere
un regno che un’abitudine”.
::: RENZA ALTOÈ GARBELOTTO
Ruolo in azienda: Amministratore delegato
Il pregio: Creatività, socievolezza,
determinazione
Il difetto: Perfezionismo,
a volte fino all'eccesso
Il motto: Rispetto, Verità, Lealtà
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::: LE PROTAGONISTE
Abbiamo fatto un viaggio nel mondo dei pavimenti
in legno, per conoscere l’opinione di 5
donne che giocano un ruolo importante nelle
rispettive aziende. Presentiamole.
Renza Altoè Garbelotto, amministratore delegato
del Parchettificio Garbelotto, è entrata in azienda nel 1983, dopo un percorso di studi
umanistici. La “sfida” del parquet non l’ha
però scoraggiata, anzi le ha dato (“e mi sta
dando”) sempre nuovi stimoli.
“Per la mia attitudine ai rapporti interpersonali
mi sono occupata anche della parte commerciale
e dei rapporti con gli agenti - ci
racconta - oggi mi occupo, oltre all'amministrazione
generale, anche del marketing di Parchettificio
Garbelotto e di Master Floor, la
nostra azienda consociata”.
Rita Cadorin, responsabile marketing e sviluppo
Cadorin Group, ha iniziato a lavorare
nell’azienda di famiglia nel 2002, dopo un periodo
come responsabile amministrativa di
un’importante società veneta, “esperienza che
mi ha aiutata molto e che mi ha permesso di
riuscire in seguito a dare una certa impostazione
alla mia azienda”, ci spiega. “Quando
sono entrata in azienda non avevamo una rete
commerciale di vendita diretta ai rivenditori,
si produceva solo per parchettifici e grossisti,
il mio primo ruolo è stato proprio quello:
creare una rete di vendita - prosegue -. In Cadorin,
in effetti, ho una duplice veste. Quella
che mi piace di più, con il supporto di mio fratello
Claudio, è la creazione di nuovi prodotti
(le finiture, il campionario: studio i trend, le
mode, mi documento in Italia e all’estero), il
secondo compito è quello da fare da tramite
tra la produzione e la rete commerciale.
Silvia Corà, responsabile divisione pavimenti
Corà Group, è entrata nell'azienda di famiglia
solo nel 1992, quando nacque la Divisione
Parquet. “Iniziai proprio dalla gavetta, in una
società dove non c'era spazio per le donne,
direi mentalità tipicamente maschilista del
nord est - si sfoga -. Poi piano piano, sgomitando
un po', mi sono ritagliata il mio piccolo
regno: la Divisione Parquet, che in questi anni
è cresciuta tantissimo”.
C’è poi Laura De Luca, responsabile marketing
Itlas, che è entrata nel Gruppo nel 1986.
“L’azienda era appena stata aperta - ci confida
- e un ruolo vero e proprio ancora non
ce l’avevo: passavo dalla reception all’organizzazione
dei bancali in magazzino fino all’amministrazione. Un po’ per volta ho dato
vita a un settore marketing che oggi è un
punto di riferimento importante all’interno
di Itlas”.
Ultima, “but not least”, Adriana Spazzoli, responsabile
ufficio marketing Mapei Group.
Definirla una “signora del parquet” forse è
un po’ limitativo, in effetti il Gruppo Mapei
(attualmente composto da 63 aziende consociate,
con 57 stabilimenti produttivi operanti
nei 5 continenti in 26 nazioni diverse)
è leader mondiale nei prodotti e nei sistemi
per edilizia, tuttavia Adriana Spazzoli non
ha mai fatto mistero della sua passione per i
pavimenti in legno, su cui la sua azienda sta
puntando molto. Anche lei ci ha voluto dare
la sua opinione.
Fatte le presentazioni, sentiamo cosa ci hanno
raccontato le nostre protagoniste: le proprie
esperienze professionali, i pregiudizi subiti (se
ce ne sono stati), i progetti dei quali vanno
maggiormente orgogliose, il loro modo di
fare azienda.
::: SILVIA CORÀ
Ruolo in azienda: Responsabile divisione pavimenti
Il pregio: La tenacia e la capacità di delegare
Il difetto: Voler fare 100 cose assieme e allergia
al qualunquismo e ai ruffiani
Il motto: Ci deve essere un modo!
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Quali sono state (se ce ne sono state) le difficoltà
a confrontarsi con un mercato “maschile”
come quello dell’edilizia?
RENZA ALTOÈ GARBELOTTO: Non ho incontrato
grosse difficoltà da questo punto di
vista, anche grazie alle mie capacità "diplomatiche".
Sono riuscita a inserirmi in diverse
situazioni senza creare tensioni e a instaurare
un rapporto personale con i miei interlocutori.
Anche all'interno dell'azienda ho sempre
creato un buon clima, mantenendo
un'armonia importante per la buona riuscita
del lavoro.
SILVIA CORÀ: Il mercato dell edilizia è tipicamente
maschile e non sempre è stato facile
rapportarsi con i miei interlocutori: l'uomo ha
in genere un certo sospetto quando deve affrontare
una trattativa importante con una
donna, anche se grazie a Dio oggi le cose
stanno cambiando.
RITA CADORIN: È stata dura solo all'inizio,
quando un po' di pregiudizi li ho subiti. A eccezione
di mio padre e mio fratello, gli uomini,
i posatori (gli esperti del mestiere), non
mi hanno presa subito sul serio, inizialmente
non volevano parlare con me, ma solo con mio
fratello. Io però non mi sono fatta scoraggiare,
perché sapevo di essere avvantaggiata: sono
nata in falegnameria e ho sempre visto tanto
legno; a pranzo in famiglia si parlava spesso di
legni e delle loro caratteristiche. Questa esperienza
mi ha aiutata a far cadere le differenze.
LAURA DE LUCA: Mi trovo a lavorare in un
settore, quello del marketing e della comunicazione
aziendale, nel quale i contatti diretti
sono per la maggior parte con
interlocutrici donne. Devo anche aggiungere
che nell’ultimo periodo la presenza femminile
nel nostro mercato è andata
aumentando e questo lo considero un fatto
molto positivo, altro non fosse perché si crea
ricchezza di idee e opinioni.
ADRIANA SPAZZOLI: Direi nessuna difficoltà, soprattutto
per il tipo di lavoro che svolgo, che mi
permette di entrare in contatto con tutti i reparti
dell'azienda per trasmettere poi sul mercato le novità e le innovazioni che grazie alla ricerca
sono possibili nel mondo dell'edilizia. Per
quanto riguarda il legno, il fatto di essere donna
mi ha reso particolarmente sensibile al benessere
degli ambienti abitati e partecipe delle innovazioni
realizzate da Mapei nella formulazione di
adesivi e pitture protettive eco-sostenibili che
non creano alcun danno per chi abita dove il
parquet è stato installato.
::: RITA CADORIN
Ruolo in azienda: Direttore marketing e sviluppo
Il pregio: Solarità e determinazione
Il difetto: La pignoleria forse eccessiva
Il motto: A vien do' a gata dal quert prima o
dopo (detto veneto, letteralmente,
“viene giù la gatta dal tetto prima o
poi” - tutti i nodi vengono al pettine)
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Un progetto/idea di cui va particolarmente
orgogliosa?
RENZA ALTOÈ GARBELOTTO: Sono orgogliosa
di tutti i miei progetti! Forse uno degli ultimi,
la finitura Gloss, è quella che mi sta
dando maggiori soddisfazioni in questi
mesi. Su mio suggerimento sono state unite
due linee, Gloss e Noblesse, da cui è nato Le
Noir, un pavimento prefinito a spina ungherese
con finitura nera extra lucida, un
prodotto molto “fashion”…
SILVIA CORÀ: La creazione che più mi sta a cuore
è Metal Luxury, una linea pavimenti con una particolare
finitura metallica in 4 versioni: bronzo,
rame, ferro e argento. Sono di parte, ma lo trovo
un prodotto fantastico, un parquet di nicchia,
adatto soprattutto per locali trendy, bar, loft ecc.
è stato molto apprezzato nei mercati esteri, forse
più all’avanguardia da questo punto di vista.
RITA CADORIN: Ciò che mi inorgoglisce di più
è l'impostazione che ho dato all'azienda, con il
sostegno e l'aiuto di mio fratello Claudio: Cadorin
è organizzata in modo che ogni ordine
entri con delle istruzioni di lavoro così precise
da escludere margini di errore, a ciò si aggiungono
severissimi controlli qualità interni, che
aumentano il “livello di sicurezza”.
Riuscire senza errori a dare le istruzioni di lavoro
a 40 persone in modo che ognuno abbia
un compito ben preciso e sappia cosa fare per
me è stata una soddisfazione grandissima.
Non è tutto, vado fiera anche della nostra flessibilità
produttiva (una richiesta del mercato
che negli anni ho assecondato), a livello di articoli,
finiture, colori e lavorazioni.
LAURA DE LUCA: Senza dubbio “Assi del Cansiglio”,
un progetto nato quasi per caso e diventato
in pochi mesi una realtà. Un progetto
unico e totalmente italiano, creato grazie a un
accordo tra la nostra azienda e Veneto Agricoltura,
l’agenzia che gestisce le foreste del Veneto.
Ne è nato un pavimento in legno di faggio
certificato, con l’obiettivo da una parte di rinobilitare
un legno dimenticato e dall’altra di
promuovere il territorio del Bosco del Cansiglio,
dove questi faggi crescono da secoli.
ADRIANA SPAZZOLI: Il cantiere relativo ai lavori
per la Torre di Dubai Burj Khalifa, la
più alta struttura mai realizzata dall'uomo
(la sua costruzione è iniziata il 21 settembre
2004, la torre è stata ufficialmente aperta al
pubblico il 4 gennaio 2010). La tecnologia
Mapei è stata coinvolta nella realizzazione
di uno dei più lussuosi hotel al mondo; una
serie di prodotti del Gruppo sono stati poi
utilizzati per l’area di intrattenimento della
costruzione. Oltre a questo progetto, c'è
anche quello dell'Albergo Armani e del
Night Club, dove sono stati impiegati prodotti
Mapei per la posa del parquet.
::: LAURA DE LUCA
Ruolo in azienda: Responsabile marketing
Il pregio: La pazienza
Il difetto: La pazienza
Il motto: In medio
stat virtus
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::: LA CRISI E' UN'OPPORTUNITA'!
Si dice che in momenti di crisi si debba rischiare
di più. È d’accordo?
RENZA ALTOÈ GARBELOTTO: Penso che non si
debba rischiare di più, ma ottimizzare gli investimenti
e renderli proficui al massimo. Noi
non ci siamo mai fermati: in questi giorni ad
esempio sta passando alla fase operativa la realizzazione
di un nuovo edificio che aumenterà
la sede di Cappella Maggiore, in cui troverà
posto anche il nuovo showroom, un progetto
importante dove il connubio arte, moda e pavimento
sarà protagonista.
RITA CADORIN: Il rischio a mio avviso deve essere
calcolato. Credo che rischiare di più significhi
investire in prodotti, in marketing, nell’immagine.
Vuol dire non fermarsi solo perché c’è crisi.
Bisogna continuare a presentare il prodotto in
un certo modo e fare molta formazione.
SILVIA CORÀ: Trovo che nei momenti difficili
vengano fuori le idee migliori e vincenti Questo
è successo anche in azienda: Corà è un'azienda
forte, dinamica, giovane anche se “vecchia”, che
ha saputo ristrutturarsi e adeguarsi a un mercato
in continuo cambiamento.
LAURA DE LUCA: Sono molto d’accordo. Chiudere
le porte e aspettare che la crisi passi è un
rischio che non ci si può permettere. Nel momento
di uscita dal periodo negativo solo chi
nel frattempo ha continuato a esporsi, a rischiare,
a continuare a essere in prima linea
investendo sul prodotto e sul mercato potrà
farsi trovare pronto. Il vero rischio lo corre
chi si ferma. Rischia di non avere più
un’identità, di essere dimenticato e di dover
ricominciare daccapo.
ADRIANA SPAZZOLI: Senz’altro sì. Nonostante
la delicata congiuntura economica attuale,
Mapei continua a investire con coraggio e
lungimiranza:in Ricerca & Sviluppo (puntiamo
su sistemi di prodotti sicuri e certificati
opportunamente, al fine di ottenere il
risultato ottimale, ma anche ecosostenibile),
nella formazione, nell’assistenza, nell’internazionalizzazione.
In un momento in cui l’edilizia non dà grandi
segnali di ripresa e in cui vige la logica dell’emergenza,
che consiglio si sente di dare al rivenditore
che tratta pavimenti di legno?
RENZA ALTOÈ GARBELOTTO: L’arma vincente in questa situazione di difficoltà generalizzata
è quella di puntare su un servizio efficiente e
preciso, scegliere prodotti certificati e sicuri,
sapendo che il prezzo non è l'unico fattore
determinante, conoscere bene il prodotto
(per qualificarlo e per poter diventare consulenti
del cliente finale, non solo fornitori),
esporre i prodotti in maniera ordinata e piacevole. br>
SILVIA CORÀ: Purtroppo i nostri clienti sono
in difficoltà per il calo della richiesta e per i
difficili incassi, per questo sono convinta che
debbano puntare sulla qualità dei prodotti e
sulla certificazione, offrendo un servizio attento
e impeccabile. Questo atteggiamento
alla fine paga più di qualsiasi prezzo stracciato.
RITA CADORIN: La serietà prima di tutto. Il problema
più grosso oggi è che qualsiasi pavimento
viene trattato allo stesso modo, un
rivenditore serio dovrebbe invece saper presentare
come si deve i prodotti che meritano e
sottolineare i limiti dei prodotti da prezzo.
Dovrebbe poi essere onesto e spiegare al
cliente la provenienza dei differenti parquet e
il valore aggiunto del made in Italy.
Chi fa il mercato oggi è il rivenditore: se è
serio, qualificato, accetta e considera la formazione
e la preparazione del proprio personale,
consegna e illustra le schede prodotto,
tutto il comparto ci guadagna.
LAURA DE LUCA: Il mio consiglio è continuare
a puntare sulla qualità del prodotto che sceglie
di vendere. Qualità, ma anche sicurezza e
garanzie a breve e lungo termine.
ADRIANA SPAZZOLI: Solo due parole: puntare
sulla qualità e sul servizio.

::: TRA NUBI E SCHIARITE
Le sue aspettative per il futuro?
RENZA ALTOÈ GARBELOTTO: Il nostro impegno
costante nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti,
di nuove tecnologie e soprattutto di un
modo di produrre che non danneggi l’ambiente
in cui viviamo ci ha sempre premiato. Abbiamo
mantenuto tutta la produzione negli stabilimenti
nella provincia di Treviso, creando nuovi
posti di lavoro e un valore aggiunto per il nostro
territorio. Siamo certi che continuando in
questa direzione il nostro futuro sarà roseo e ci
porterà a migliorare sempre di più.
SILVIA CORÀ: Non vedo un futuro così roseo,
penso che ci vorrà ancora qualche anno prima
che il mercato dell’edilizia si riprenda, hanno
costruito troppo e male.
Ci sarà una selezione naturale di imprese, di
fornitori e di clienti e continueranno a operare
solo coloro che hanno saputo fare impresa,
con etica e capacità imprenditoriale.
RITA CADORIN: Mi aspetto che la nostra
azienda riesca a tenere nonostante il periodo
non facilissimo. Per noi se continua ad andare
come fin d'ora, va bene: il fatturato 2010 è cresciuto
rispetto a quello dello scorso, però il lavoro
è molto più discontinuo, non ci sono
certezze e pare che fino al 2014 sarà così. Mi
aspetto un po’ di tranquillità e più costanza.
Comunque per indole sono ottimista.
LAURA DE LUCA: Mi auguro che, anche grazie al
nostro impegno, il consumatore capisca che la
qualità è sinonimo di garanzia e che acquistare
significa scegliere consapevolmente non solo
ciò che esteticamente ci piace, ma anche ciò
che può aiutare l’ambiente a diventare migliore
di quello che ci è stato consegnato.
ADRIANA SPAZZOLI: Amo il legno, pertanto non
posso che augurarmi che il mercato cresca!
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