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PER LO SHOWROOM


 

pensieri anticrisi, strategie di marketing ::: Pensieri anticrisi
    STRATEGIE di Jurg Burger
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Attesa rassegnata o ricerca di nuove alternative? Esistono due strade per affrontare questo delicato momento economico ...

Il mercato immobiliare è in stallo. Alle imprese che non vendono gli appartamenti costruiti manca la liquidità necessaria per iniziare nuovi cantieri. I pagamenti si dilazionano sempre più e il rischio di insolvenza aumenta di pari passo.
Il futuro offre scarsa consolazione: la coda della crisi sarà più lunga per l’edilizia che per altri settori. Prima di accollarsi un mutuo per acquistare casa le famiglie dovranno ritrovare un po’ di sicurezza, fiducia e prospettiva di lavoro.
Di fronte a questo scenario poco confortante cosa può fare lo showroom multimerceologico? Deve accontentarsi di sopravvivere in attesa del sospirato segnale di ripresa? O può fare qualcosa di più?
La differenza tra l’attesa rassegnata e la ricerca di nuove alternative risiede nei pensieri dell’imprenditore. Esistono processi mentali che intrappolano il pensiero entro schemi rigidi e ripetitivi, ed esistono processi mentali che stimolano la creatività e la ricerca di nuove idee e opportunità.

::: Il pensiero intrappolato
Un tipico processo che intrappola il pensiero, e con esso la creatività, è la generalizzazione, che consiste nel trarre conclusioni generali da eventi o esperienze singoli. Generalizzazioni tipiche di questi tempi sono: «Non si costruisce più», «le imprese non pagano», «la gente non ha più soldi da spendere».
Sono trappole mentali perché:
- impediscono al pensiero e all’immaginazione di uscire dalla stretta gabbia dei propri presupposti;
- deformano la percezione della realtà, ostacolando un’analisi realistica e oggettiva della situazione;
- impediscono di riconoscere le opportunità positive che esistono nonostante la crisi e, a volte, grazie alla crisi.
Proprio nei momenti di crisi, quando tutto diventa più difficile, è importante uscire dagli schemi di pensiero abituali e scontati e provare ad avventurarsi in scenari e visioni fino ad ora inesplorati.
Creare nuove visioni per l’azienda ed esplorare nuove opportunità di lavoro è compito dell’imprenditore.
Dalle nuove vie che riesce ad immaginare dipende il futuro e qualche volta la sopravvivenza stessa dell’azienda.

::: Pensare in modo nuovo
Il pensiero creativo è una dote naturale per alcune persone e un’abilità da sviluppare per altre. Le neuroscienze insegnano che i processi creativi hanno i loro meccanismi e le loro regole. Possono essere appresi e utilizzati da chiunque si impegni ad attivarli.
Esistono diversi metodi per stimolare il pensiero a esplorare nuove strade. I più semplici e immediati sono:
- riflettere su buone domande
- esplorare le singole variabili in gioco
- cambiare punto di vista
- immaginare la soluzione oltre il problema.

pensieri anticrisi, strategie di marketing::: Riflettere su buone domande
Una domanda è un catalizzatore che mette in moto la ricerca di una risposta. Quando si riflette su una domanda, le risposte affiorano dalla mente creativa: dapprima quelle più ovvie e semplici, e a seguire quelle più innovative e originali.
Mentre un’affermazione è statica, una domanda genera un dinamismo di pensieri, immagini mentali e intuizioni in cui è probabile trovare qualcosa di utile da valorizzare.
Per trovare buone risposte bisogna porsi buone domande.

Quali sono le caratteristiche di una buona domanda?
- Una buona domanda si riferisce a cose concrete. Se ci chiediamo: «Come possiamo superare la crisi?» la mente fatica a trovare risposte valide perché il campo è troppo ampio e il tema troppo complesso e articolato.
Se ci chiediamo: «Cosa posso fare per individuare con maggior anticipo i nuovi cantieri?» le soluzioni che si trovano sono più numerose e concrete. Più è circoscritto e concreto il campo, più probabilità ci sono di trovare risposte utili e attuabili.

- Una buona domanda ha per soggetto l’io.
Di solito sappiamo bene cosa dovrebbero fare gli altri (il governo, le banche, i clienti), ma questo non ci è di grande aiuto.
Meglio investire le energie mentali nella ricerca di cose concrete che possiamo fare noi per migliorare un aspetto del problema.
Pensare a ciò che si può fare aiuta a restare coi piedi per terra e a individuare cambiamenti concreti in grado di migliorare la situazione.

- Una buona domanda è aperta.
Una domanda è aperta quando può generare molte risposte. Per esempio: «Come possiamo motivare i clienti che rimandano i lavori a farli adesso? Offrendo loro quali vantaggi?».
Un buon metodo è quello di creare le condizioni per non essere disturbati, prendere un foglio di carta, scrivere una domanda per volta e “ascoltare” le risposte che essa genera.
Forse la prima volta si scrivono solo cose già pensate o note. Non importa, il processo creativo si è attivato e l’inconscio va avanti per conto suo a cercare altre risposte.
Ripetendo l’esercizio per alcuni giorni, alla fine si scopre che di possibilità ne esistono molte più di quelle pensate precedentemente.

::: Esplorare le variabili in gioco
Una trappola mentale in cui si cade facilmente quando si cerca una soluzione per risolvere un problema è quella di cercare un’unica grande idea nuova che risolva tutti i problemi. C’è un’aspettativa magica in questo.
Le grandi invenzioni esistono, ma sono rare ed è illusorio pensare che non abbiano a loro volta risvolti problematici.
Un approccio più realistico, con effetti di maggiore utilità pratica, è quello di suddividere il problema o l’obiettivo nei fattori che lo costituiscono. Nel nostro caso i fattori che hanno un effetto sulla vendita sono:
- la tipologia di prodotti proposti
- la qualità dei servizi offerti
- la strategia di marketing
- la comunicazione e la pubblicità
- i venditori e la strategia di vendita
- la liquidità dell’azienda
- le tipologie di clienti serviti.
Se si cerca un’idea in un ambito più ristretto e specifico, aumenta notevolmente la probabilità di trovare buone idee per migliorare quell’area del lavoro.
Applicando la tecnica delle buone domande a ciascun fattore che può avere effetti positivi sulle vendite dello showroom, il pensiero creativo esplora sistematicamente le variabili in gioco individuando opportunità nuove.

pensieri anticrisi, strategie di marketing::: Cambiare punto di vista
Un’altra tecnica capace di generare nuove intuizioni è quella di osservare le attività dell’azienda da punti di vista diversi dal proprio. Il pensiero tende a cristallizzarsi negli schemi che gli sono più familiari. Così percepiamo situazioni ed eventi sempre allo stesso modo, e quel che è peggio, attribuendo loro sempre lo stesso significato: «Vendiamo meno perché c’è la crisi».
Ma se proviamo a metterci nei panni di un cliente e immaginiamo di osservare il rapporto con il venditore dello showroom attraverso i suoi occhi e le sue emozioni, il pensiero parte da presupposti totalmente differenti. Cambiando punto di vista cambia la percezione della realtà, e cambiando la percezione cambiano l’interpretazione e i significati a essa attribuiti.
Mettendosi nei panni del cliente e ponendosi domande come: «Cosa voglio che il venditore faccia per me?», «Cosa potrebbe convincermi ad acquistare da lui nonostante il prezzo più caro?», «Come mi sento accolto, ascoltato, rispettato e compreso dal venditore?», scaturiscono sicuramente nuove consapevolezze e intuizioni da mettere in pratica subito per migliorare la comunicazione col cliente, il modo di presentare i prodotti, il modo di aiutarlo a scegliere, ecc.

::: Immaginare la soluzione oltre il problema
Una differenza fondamentale che distingue le persone particolarmente creative è la modalità di porsi nei confronti di un problema. Mentre la maggior parte delle persone riflette sul problema, lo analizza e cerca di individuarne le cause, le persone molto creative attivano subito l’immaginazione e si chiedono quale sia la soluzione ideale del problema. E quando hanno dato vita alla loro visione, si chiedono: «Come posso realizzarla? Cosa occorre fare?»
Animato dalla visione della soluzione ideale, e dall’emozione positiva che essa risveglia, il pensiero esplora sistematicamente tutte le possibilità per realizzarla. E lo fa anche quando dormiamo e mentre siamo impegnati in altre attività.
I processi creativi che generano nuove idee sono in gran parte inconsci e non obbediscono alla volontà ordinaria. Ciò che possiamo fare è attivarli e attendere che il loro frutto affiori alla coscienza sotto forma di idea o intuizione.
Per mettere in moto la creatività occorre darle un compito utile, comunicandolo in forma di visione dell’obiettivo desiderato. È l’immaginazione che muove la creatività. Senza una visione di ciò che si desidera realizzare, le energie creative rimangono in uno stato di latenza: una risorsa disponibile ma inutilizzata. L’abitudine di analizzare il problema, di sviscerarne le cause e i fattori che lo influenzano è sicuramente utile dal punto di vista cognitivo. Ma il pensiero che ruota attorno al problema non mette in moto la creatività perché genera immagini mentali e fantasie di ciò che temiamo e non vogliamo anziché di ciò che desideriamo. Einstein diceva che un problema non può essere risolto con lo stesso pensiero che lo ha creato. Occorre un cambio di paradigma, una visione nuova: quella dello scenario che va oltre il problema e propone la soluzione.
La creatività, e con essa la capacità di risolvere il problema, nasce dalla costruzione di una visione ideale che rappresenti la soluzione più desiderabile. Per crearla si può iniziare semplicemente a chiedersi: «Cosa vorrei al posto di questa situazione?» e registrare le immagini che scorrono davanti agli occhi della mente.
La cultura e l’istruzione scolastica privilegiano e premiano purtroppo il pensiero analitico e razionale. Al bambino che fantastica, avventurandosi con l’immaginazione in mondi inesplorati, si dice di non perdere tempo e di tornare coi piedi per terra. Ma è proprio grazie ai bambini che hanno continuato a sognare macchine, strumenti, ambienti, prodotti e servizi inesistenti che abbiamo la possibilità di muoverci in auto, parlare al telefono con amici lontani, navigare in internet e ricevere la posta elettronica in una tavoletta di pochi grammi che fa anche da agenda, da rubrica, da macchina fotografica, orologio, videocamera, computer...


 

 

PER LO SHOWROOM ...

  

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