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::: Cosa offre il MERCATO AMERICANO? DOSSIER di Giovanni Carlini
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Nonostante la crisi edilizia,
oltreoceano il mondo della
ristrutturazione, specie quella
individuale (casalinga), è molto
forte. È tempo di ri-orientare la
nostra offerta verso la grande
distribuzione statunitense? ...
Perché un dossier sugli USA? Semplice, è un mercato
in crisi ma sarà anche il primo a uscirne
perché sa fare autocritica (una capacità dimenticata
in Italia). Inoltre non va mai dimenticato il peso
che il made in Italy conserva tuttora, in ogni genere
d’articolo, compreso il parquet. In merito a come si
vende parquet negli Stati Uniti, va ricordata l’importanza
della grande distribuzione. Solitamente ci si è affidati
al negozio di qualità perchè si proponesse
all’albergo o comunque in alta fascia. Questa dinamica
ha comportato importati perdite di quote di mercato.
In realtà, in America, benché l’edilizia sia in crisi, il
mondo della ristrutturazione, specie quella individuale
(casalinga) è molto forte. Con questo dossier si desidera
invitare i lettori a ri-orientare la loro offerta verso
la grande distribuzione statunitense, al fine di poter
raggiungere il consumatore finale che resta l’attore
primo della ristrutturazione domestica.
::: Le peculiarità
Da sempre negli USA c’è un protagonista silenzioso,
gestito solo da coloro che si trovano realmente addentro
al modo di pensare americano: il fai da te.
I grandi marchi della distribuzione sono essenzialmente
due: Lower’s e The Home Depot se si parla di
prodotti di base. Si tratta di realtà in crisi, soprattutto
la seconda. Entrambi i marchi sono strutturati su negozi
da 50mila metri quadrati espositivi, per un numero
d’esercizi in attività nell’ordine dei 125-150 in
tutta la nazione. Lowe’s soffre di meno il calo dei consumi,
perché si è voluto posizionare su una fascia
medio alta di prodotto limitando o a volte annullando
il made in China solitamente scartato dal cliente. Al
contrario The Home Depot si è concentrato sulla fascia
bassa, facendo quindi ricorso in forme massicce al
prodotto d’origine cinese e sconta un verticale calo di
vendite. Si tratta di un’esperienza analoga, su altra
gamma di prodotti, a Wal Mart che passa così dal successo
alla crisi.
::: Tipologie di parquet
prodotto
Prima d’addentrarci nella qualità e tipologia del parquet
prodotto negli USA, è opportuno chiarire alcuni aspetti
per evitare delle incomprensioni nell’uso delle parole,
laddove in Italia il parquet è concepito come un tipo di
prodotto, in Nord America se ne intende un altro.
Non solo, ma in questo paragrafo andranno anche esaminate le nuove tendenze di mercato che si focalizzano
su due aspetti:
a) il bambù come tipo di pavimento “in legno” da rigenerare
nel corso degli anni;
b) il parquet raschiato a mano.
Come vedremo, entrambe queste opzioni sono riconducibili
a un bisogno “ecologico” del pavimento in
legno, ovvero di un qualcosa che, pur invecchiando
con il suo ospite è anche capace di rigenerarsi, per evitare
i noti problemi d’allergie così diffusi nelle società
altamente urbanizzate.
Il termine woodflooring è usato per definire quei pavimenti
costruiti in legno includendo due diverse tipologie:
a) hardwood flooring: ovvero pavimenti in legno
massiccio,
b) softwood: ovvero pavimenti in legno, ma di una
qualità più tenera.
Per legno massiccio, spesso richiamato nelle pubblicità,
si vuole intendere principalmente l’utilizzo della
Quercia, ma anche altre specie, benché utilizzate molto
meno, per l’alto costo. Su questo livello c’è anche il
Melo, il Faggio e la Betulla.
In riferimento al colore del pavimento, questo dipende
dal tipo di legname utilizzato nella composizione perchè
ciascuna specie reagisce alle tinture con tonalità diverse
da cui ambientazioni specifiche. Ad esempio gli
ingressi degli alberghi essendo maggiormente esposti alle
sollecitazioni necessitano di colori diversi dall’interno
delle camere o degli stessi appartamenti per viverci e
anche questi, se collocati in aree turistiche o a forte densità
abitativa, modificano le loro tonalità e richieste. Non
sembra ma il colore determina e contribuisce alla giusta
collocazione del pavimento nel suo contesto d’uso.
Di recente è stata introdotta una nuova specie di
woodflooring: il bambù. Anche se la natura di questo prodotto
è erba anzichè un tipo di legname. Nonostante ciò,
il suo aspetto e consistenza lo rendono, solo agli occhi
dei consumatori, uguale agli altri tipi di pavimenti in
legno, da cui nasce una frizione di prezzo. Infatti i principali
vantaggi del bambù sono il basso costo, la lunga
durata. Per questi motivi la commercializzazione di pavimenti
in bambù, è in rapida crescita negli Stati Uniti.
Oltre a questi aspetti è ritenuto facilmente rinnovabile, il
che lo fa percepire ai consumatori come ecologico.
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::: L’ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI E POSATORI DI PARQUET STATUNITENSE: LA NWFA
La National wood floring association è l’associazione di categoria statunitense per i produttori e posatori
di parquet. In realtà coinvolge molti altri operatori del mondo. Gli uffici e la annessa scuola, si trovano a St.
Louis, collocati nel centro della Nazione (Missouri).
Il valore della Nwfa risiede nella sua capacità di formazione continua e assistenza agli iscritti, oltre a rapporti
mensili sull’andamento di mercato. Si tratta quindi di una struttura molto viva, che produce idee e punti di
vista a getto continuo. Chiunque voglia mettersi in contatto in un ragionevole tempo (entro la settimana)
riceve risposta e questo servizio, specie se gratuito è un valore aggiunto da considerare.
Il quadro della Nazione tratteggiato dalla Nwfa si articola nei seguenti aspetti:
- tipologie di parquet prodotti;
- considerazioni di mercato;
- importazioni negli USA;
- esportazioni;
- tipologia di lavorazioni in corso.
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::: Tendenze di mercato
Le considerazioni appena espresse sul bambù sono particolarmente
importanti per le politiche di marketing
e le connesse tendenze di mercato.
Laddove, nella tradizione del pavimento in legno, si
puntava alla continuità nei decenni, per cui in casa
avremmo avuto un legno che “invecchia con noi”, adesso nel bambù (soggetto a usura specie se si cammina
con le scarpe per casa anziché a piedi nudi) si
punta al rinnovo del pavimento nel corso degli anni,
come se fosse tinta d’applicare alle pareti delle diverse
stanze. Questo concetto è sicuramente un cambio
d’impostazione, che ha la sua presa specie sui nuovi
consumatori.
Va precisato che la parte centrale della lotta tra il pavimento
in legno e la moquette, fu incentrata negli
anni, sull’igiene. Infatti la moquette tradizionalmente
trattiene più germi rispetto alla superficie liscia
del legno, favorendo le allergie. Oggi questo
concetto si evolve portandosi alla “frequente” sostituzione
dello stesso pavimento in legno passando attraverso
le erbe di bambù.
Del resto, proprio essendo un’erba resistente, il bambù
può essere facilmente coltivato in diversi climi, incluso
il Nord America, tagliando fuori così il timore di un
eccessivo import dalla Cina, oggi non più accettato
dalla Nazione americana.
La chiave per mantenere in perfetta forma il bambù si
basa sul trattamento subito dopo la raccolta. Seguendo le norme che la Nwfa consiglia, il bambù deve essere
adeguatamente trattato per eliminare le eventuali
muffe e funghi; nonostante il suo vantaggioso costo, le
vendite di bambù non sono molto diffuse.
Un segmento crescente di pavimenti in legno è quello
che si definisce esotico, specie se costruito in Ciliegio
o Mogano. Questa qualità di legname è solitamente
importato ed è molto costoso, perché raro in quanto
proveniente da foreste pluviali in via di estinzione in
particolare dal Brasile e dal centro dell’Africa, oltre che
in minore parte dall’Asia.
Un altro aspetto che sta diventando significativo sul
mercato statunitense è raschiare a mano il legno, potendolo
così definire “rustico”. Lo stile del raschiato a
mano, ha il fine di ricreare un ambiente vissuto e
unico. Può essere applicato a tutti i tipi di legno, anche
massicci. Con questa procedura si possono bonificare
e rifinire vecchi pavimenti, rispondendo a quel bisogno
“ecologico” già sopra accennato per il bambù.
::: Per servire meglio
il cliente…
Superato l’aspetto relativo alle attuali e principali tendenze
di mercato, in ambito di Associazione si discute
spesso, sia con gli iscritti che con i frequentatori di corso
degli altri input provenienti dal mercato, che non rappresentano
più una novità in senso assoluto, ma restano
importanti aspetti da considerare per poter meglio servire
il cliente. Come ad esempio le seguenti procedure.
Pavimentazione in legno ingegnerizzata: è un modo
d’indicare l’utilizzo del laminato. Consiste nell’affiancare
in modo orizzontale più lastre di legno, usando
chiodi o colla. Questo metodo è sempre più diffuso, in
quanto il costo risulta molto conveniente perché nel
montaggio, non necessita di molto materiale.
Parquet: definisce un tipo di pavimento in legno,
composto da lastre sottili tenute insieme da un fissaggio
meccanico. Molto diffuso in Europa, negli USA lo
si ritrova principalmente in ambienti di lusso come negozi
di marca, alberghi che vogliono apparire e, per
quanto riguarda le abitazioni, in località turistiche.
Tavola di legno: si tratta di un prodotto in un unico pezzo
di legno massiccio. Spesso importato dai paesi scandinavi,
trova collocazione negli USA nelle aree desertiche e quelle
al confine con il Canada, in quanto consente una maggiore
pulizia d’ambiente rispetto al semplice parquet europeo
o al più diffuso hardwood floring americano.
Appunto per “le panche da pavimento in legno”, ma
non solo, è diffuso un prodotto acrilico che utilizza un
metodo decisamente sofisticato per impregnare la
massa del pavimento, rendendolo resistente all’umidità
e migliorandone le prestazioni. Molto spesso questo
processo è svolto direttamente dal produttore.
Restando nell’ambito della cura per il parquet, sia questo
in ambito di produzione che per l’installatore come
il cliente finale, c’è una vasta gamma di sotto prodotti
che compaiono con diverse etichette.
Il taglio del legname e connessi stili: per quanto riguarda
il taglio del legname, ci sono negli Stati Uniti,
sostanzialmente tre “stili di lavorazione” che sono comunemente
così indicati:
Plainsawn wood: Si tratta della procedura più diffusa.
Vuol dire che il legno è stato tagliato in un modo tale che
i cerchi del tronco formino un angolo d’ampiezza variante
da 0 a 45 gradi nel contesto della stessa superficie.
Quarter sawed: Anche questo è un tipo di taglio per
quel legname tagliato dal ceppo di legno massiccio. I
cerchi del tronco formano un’ampiezza angolare compresa
tra i 45 e i 90 gradi.
Rift sawn: In questo caso siamo in presenza di un tipo
di legno in cui i cerchi del tronco sviluppano un angolo
che va dai 30 ai 60 gradi.
La differenziazione tra pavimenti in legno per il tipo di
bordo utilizzato: tralasciando i vari tipi di sotto-modelli
di pavimentazioni in legno, si nota come un pavimento
in legno differisca nei diversi modelli di bordo utilizzati:
Butt-edge: è riferito a un tipo di bordo molto sottile;
Micro-bevel: riguarda tavole con un bordo smussato.
Una differenza tra i vari pavimenti dipende anche dal
tipo di prodotto utilizzato sulla superficie. Ci sono due
articoli molto diffusi: l’uretano e il penetrante di cera e macchia. Il primo è il più utilizzato anche perché
sono disponibili vari livelli di lucentezza.
Il sistema di montaggio del pavimento: Un’ultima
differenza che riguarda la tipologia di prodotto, risiede
nel sistema d’installazione. Tradizionalmente la maggior
parte dei pavimenti vengono installati con piena
aderenza; questo viene realizzato con la procedura
della chiodatura, incollaggio o cucitura.
::: Le importazioni
In evoluzione dal 2009 c’è una vera e propria crisi nell’import
di legno per pavimenti negli Stati Uniti. Tra le
importazioni negli USA, la Cina è ancora la principale
fonte di prodotti che rappresentano più della metà di
tutto il volume in entrata nel Paese. Nel 2009 contava
per il 53% del totale, ridotto al 47,69% nel 2010. Per
quanto riguarda il 2011 dovrebbe attestarsi verso il 43%.
Nella classifica, segue il Brasile per l’importanza che il
legno tropicale ha saputo conquistarsi sul mercato statunitense.
Complessivamente si tratta del 19% delle importazioni
nel 2009. Nel 2010 l’import brasiliano è
diminuito in volume, ma aumentato in percentuale sul
totale. Mentre nel 2011 dovrebbe calare anche in percentuale sul totale, portandosi verso il 16%. Queste tendenze,
particolarmente vivaci nel 2011 sono indotte sia
dalla crisi dell’edilizia in genere, che anche per la rigorosa
applicazione del Lacey Act nei requisiti di registrazione
applicati nei porti d’ingresso delle merci
importate, per evitare le frequenti contraffazioni. Nel
2008 la US International trade commission ha rivisto i
codici della tariffa doganale, la quale comprende le importazioni
del woodflooring. In questo modo, tra l’altro,
è stato sconvolto ogni modello di confronto con gli anni
precedenti questo perché molte merci che apparivano
di qualità, in realtà non lo erano per nulla.
::: Le esportazioni
Sull’export americano francamente c’è poco da dire. Il
mercato più importante si conferma il Canada, per un
valore che in percentuale conta il 61% nel 2010. Cifra
che non dovrebbe variare più di tanto nel 2011. Nessun
altra nazione raggiunge questo livello.
::: Categorie di lavorazioni
Ci sono varie tendenze che potrebbero influenzare significativamente
la dinamica e la natura delle principali
categorie di lavorazioni, sino ad ora realizzate negli
Stati Uniti. Le più importanti varianti sono tre:
1) Glueless: introdotto nel 2003. Si tratta di un sistema
molto lento;
2) Non-Hardwood Core Board: è una procedura sviluppata
nel 2006 per produrre legno di media consistenza;
3) Exotic species: per questo tipo di legno, molte
aziende americane sono in cerca di varie tecniche
che potrebbero garantire un intenso colore sul pavimento
domestico o su una struttura di legno a
basso costo. I primi esempi di questa tecnica sono
stati appena sperimentati con esito positivo.
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