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::: I numeri sui RIVESTIMENTI DATI a cura della redazione
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Su gentile concessione
del Gruppo Mapei, pubblichiamo
i dati relativi al consumo italiano
di materiali da pavimentazione
e rivestimento nel 2010 ...
Dopo un 2009 caratterizzato da una forte caduta
nel consumo di materiali da pavimentazione
che avevano registrato un -15,35%
rispetto a un 2008 già in calo sull’anno precedente, il
2010 ha visto stabilizzarsi la domanda, registrando un
consumo in calo dell’1,5% sul 2009. In totale nel 2010
sono stati posati 159,829 milioni di mq di pavimenti
contro i 162,254 dell’anno precedente, di fatto riflettendo
la situazione di stallo in cui si trova costretto il
comparto edile italiano. Sono i dati relativi al consumo
italiano di materiali da pavimentazione e rivestimento
nel 2010 forniti, come di consueto, dal Gruppo Mapei.
Si tratta dell’unica sistematica rilevazione realizzata in
Italia sull'intero comparto dei pavimenti e rivestimenti,
in grado di consentire un confronto sui consumi di
ogni singolo materiale.
::: Ceramica e laminato
in testa alla classifica
Come mostrano i dati delle tabelle, la ceramica, malgrado
la forte diminuzione della domanda registrata
nel 2008 e nel 2009 e l’ulteriore lieve calo del 2010,
continua a mantenere inalterata la propria percentuale
di utilizzo sul totale dei pavimenti posati (75,4%).
I laminati, con il +3% di variazione sul 2009, rappresentano
la categoria di pavimento che ha registrato il maggior
incremento della domanda nell’anno appena concluso.
::: Uno sguardo
agli altri materiali
Pavimento in legno, lapidei, piastrelle di ceramica, resilienti,
laminati. Ecco i dati su questi materiali:
- Le piastrelle di ceramica continuano a costituire la
stragrande maggioranza dei pavimenti posati in Italia,
precisamente il 75,4% del totale, mantenendo indiscusso
il loro predominio sulle altre tipologie di
materiale.
- Il pavimento in legno, fermo sulle posizioni del
2009, rappresenta stabilmente il 6% del totale della
domanda italiana.
- Ai laminati il miglior risultato. Chiudono con un
trend positivo: +3% il consumo 2010 sull’anno precedente,
incrementano ancora la loro incidenza percentuale
sul totale dei pavimenti posati.
- Nel 2010 i tessili registrano invece un ulteriore calo
del 5%.
- Lapidei e conglomerati nel 2010 tornano a segnare
un segno positivo sul consumo (+1,0%), migliorando
la loro incidenza sul totale dei pavimenti posati
e confermandosi alla seconda posizione dopo le
piastrelle di ceramica e prima del legno.
- I resilienti nel 2010 subiscono il più grave segno negativo
(-7,5%) sul consumo.
::: Giù anche i rivestimenti
Nel 2010 il consumo italiano di rivestimenti ha subito
un calo analogo a quello dei pavimenti (1,4%)
ed ha complessivamente raggiunto i 41,801 milioni
di mq.
Una diminuzione della domanda peraltro generalizzata.
Nessuna tipologia di rivestimento ha infatti segno
positivo. Analizziamoli nel dettaglio:
- Le piastrelle in ceramica che rappresentano, con il 59,1% sul totale, la larga maggioranza dei rivestimenti
posati in Italia, hanno registrato un calo della
domanda del tutto analogo a quello delle piastrelle
in ceramica da pavimento.
- Stabile l’andamento della domanda delle carte da parati
che rappresentano ormai il 25,8% del totale dei
rivestimenti.
- In forte calo vinilici ed espansi che coprono 1’1,5%
del totale.
- I rivestimenti in tessuti vedono nuovamente calare
la loro domanda del 5% e si confermano come la tipologia
di prodotto da rivestimento con il minor appeal
sul mercato italiano (0,8%).
- In calo nel 2010 anche la domanda di rivestimenti
in fibra di vetro che vedono anche calare la loro
percentuale d’uso sul totale dei rivestimenti posati:
1,2%.
- Stabile la domanda di prodotti raccolti nella voce
“varie”, in gran parte rappresentata da legno e lapidei
che, tutti assieme, coprono la terza posizione
nella preferenza degli italiani, dopo ceramiche e
carte da parati, e raggiungono 1’11,6% del totale dei
rivestimenti posati.
Per quanto riguarda l’analisi dei rivestimenti occorre
precisare che la rilevazione non prende in esame
l’impiego di materiali tradizionali quali intonacistucchi,
oggi facilmente applicabili “a secco” direttamente
in cantiere e caratterizzati da estetiche
assolutamente personalizzabili. A loro volta i pavimenti
non comprendono le superfici realizzate in
resina o cemento.
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