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DAL MERCATO

::: Clima di fiducia per il settore ceramico?
CERSAIE 2009 di Letizia Di Peppo
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Tutto esaurito per l’ultima edizione della fiera bolognese: afflusso record di visitatori, nuove proposte e voglia di investire per affrontare l’attuale critica fase di mercato. Puntando sul made in Italy. Sempre. Anche i produttori sembrano guardare al futuro con rinnovato ottimismo.


Spiragli di positività alla 27° edizione di Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’architettura e l’arredobagno, svoltosi dal 28 settembre al 3 ottobre 2009. Una edizione coincisa con un momento caratterizzato dalla difficile congiuntura economica e immobiliare mondiale, che però ha confermato il tutto esaurito negli spazi espositivi (1.036 espositori provenienti da 34 Paesi su uno spazio di 176.000 metri quadrati) e la capacità di attrarre l’universo del mercato chiudendo con 83.137 presenze. Positivi anche i riscontri da parte degli operatori dell’informazione: 715 rispetto ai 662 della passata edizione.
Un’edizione, inoltre, ricca di eventi istituzionali, di incontri della stampa con le aziende, impreziosita dalla presenza di importanti personalità come il vice ministro Adolfo Urso, il presidente della Giunta dell’Emilia Romagna Vasco Errani, l’assessore alle Attività produttive Duccio Campagnoli, il Presidente di Federchimica Giorgio Squinzi, il direttore dell’Ufficio studi di Ice Pier Paolo Celeste e resa memorabile dal maestro dell’architettura contemporanea Renzo Piano che, con la sua Lectio Magistralis, ha avuto un’affluenza di pubblico oltre ogni aspettativa.

::: L’IMPORTANZA DELL’INNOVAZIONE
Nel corso della conferenza stampa internazionale tenutasi durante la seconda giornata di fiera, il presidente di Confindustria ceramica Franco Manfredini si è soffermato sulla attuale situazione congiunturale del settore delle piastrelle, che evidenzia un 2009 caratterizzato da luci e ombre: “Nel secondo trimestre dell’anno si inizia a vedere una inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, soprattutto per quanto riguarda le esportazioni (calo del 24% rispetto al 27% del primo trimestre), mentre sul mercato interno, dove va il 30% della produzione, il calo si è attestato al 15% migliorando di 8 punti percentuali la situazione dei tre mesi precedenti.”
Ogni azienda è riuscita a gestire la crisi con interventi di gestione ordinaria, continuando a investire in tecnologie e nuovi prodotti: “Già nel 2008 gli investimenti sono stati di 304 milioni di euro, circa il 5% del fatturato come nel 2009 dove prevediamo di investire complessivamente 250 milioni di euro per investimenti tecnologici e innovazione”, prosegue Manfredini, “l’innovazione ha il potenziale di far acquisire al prodotto ceramico italiano nuovi spazi di impiego ed è lì che dobbiamo puntare.”
La piastrella di ceramica è oggi un materiale che trova sempre più agevoli e significative applicazioni in ambiti anche non residenziali come i centri direzionali, negozi e uffici, luoghi pubblici e di grande traffico.

::: CERAMICS TILES OF ITALY
“La nostra forte vocazione all’esportazione”, conclude il presidente di Confindustria ceramica, “si è da tempo concretizzata nel marchio Ceramics Tiles of Italy, per valorizzare il made in Italy nel senso di qualità, rispetto dell’ambiente e della responsabilità sociale. Impegno preso sottoscrivendo un codice etico, per tutelare e difendere il lavoro italiano e sottolineare il valore aggiunto in termine di salubrità degli ambienti e non tossicità dei materiali.”
L’importanza del marchio Ceramics Tiles of Italy come strategia fondamentale è stata evidenziata anche da Vittorio Borelli, presidente della Commissione attività promozionali dell’associazione: “Dall’inizio del 2009 abbiamo esteso il campo di applicazione del marchio alle ceramiche prodotte, cotte in fabbriche italiane. Il marchio sottolinea varie peculiarità: il design, la qualità della manifattura, il rispetto di norme e dei posti di lavoro, l’utilizzo di materie prime non pericolose per l’uomo, l’attenzione verso lo sviluppo sostenibile dell’industria ceramica italiana”.

::: ALLA RICERCA DI NUOVI SPAZI
Anche Pier Palo Celeste, direttore dell’Ufficio studi e statistiche e coordinatore delle attività per il nord Italia dell’Ice, Istituto del Commercio con l’Estero, ha ribadito l’importanza di promuovere l’internalizzazione dell’impresa Italia nel mondo, seguendo una strategia basata su due punti essenziali: consolidamento nei mercati e upgrading: “Il consolidamento va operato su quei mercati ai quali viene destinato oltre il 50% del prodotto esportato come gli Stati Uniti e i mercati inglesi, francese e tedesco e l’upgrading si traduce nella realizzazione di iniziative di presenza all’estero tramite l’organizzazione di eventi specifici con la partecipazione di designer e architetti in grado di mettere in risalto il valore aggiunto del made in Italy”.
La versatilità della piastrella italiana è dunque dimostrazione di come gli imprenditori ceramici italiani stiano affrontando questa fase di mercato guardando al futuro alla ricerca di nuovi spazi e mercati.

::: LA PAROLA AI PRODUTTORI
Abbiamo rivolto un paio di domande ad alcuni produttori di ceramiche italiani, cercando di tirare fuori le loro impressioni all’indomani dell’importante fiera bolognese, come le strategie e i prodotti su cui puntano per uscire definitivamente dalla crisi attuale del settore.
Vediamo come ha risposto chi ha accettato di buon grado la nostra richiesta.

“Rispetto alla precedente edizione, dove si erano percepite in modo forte evidenti difficoltà nell’azione commerciale,” dichiara il presidente di Alfalux Franco Manfredini, “quest’anno si è vista, al nostro stand Alfalux, una crescita di visitatori e di interesse sui prodotti, segno che la stagnazione del settore sta lentamente regredendo per una futura ripresa.
La nostra azienda sta oggi puntando su prodotti di design attuali, oltre che di fascia più alta, cercando di far valere in Italia e nel mondo lo stile e la qualità italiana. Abbiamo proposto, tra le diverse novità, una collezione con lastre di formato 120 x 120 cm, che ha riscosso un grande successo soprattutto per applicazioni in grandi spazi, e una collezione di piastrelle a spessore sottile (4,5 mm), che ci consentiranno di entrare in nuovi spazi di impiego, dove tradizionalmente la ceramica non è un materiale utilizzato.”

Il direttore commerciale Italia Coem Giampaolo Daviddi sostiene che: “Cersaie è andato meglio di quanto le premesse lasciassero sperare: buon afflusso di clienti e operatori, ottimo gradimento dei prodotti presentati e degli spazi espositivi, ritorno di un moderato ottimismo, come non accadeva da molti mesi.
La nostra azienda sta puntando da anni sull’innovazione della ricerca e della tecnologia produttiva come elementi indispensabili per fronteggiare la sfi da che i mercati propongono, ogni giorno sempre più agguerrita. Per superare questa congiuntura sfavorevole stiamo intensificando gli investimenti in tale direzione, inoltre cercheremo di sviluppare il marchio anche su canali commerciali alternativi alla distribuzione tradizionale, che purtroppo sta soffrendo pesantemente l’attuale scenario economico.”

Matteo Reymond, direttore marketing del Gruppo Emilceramica, spiega: “In questo momento congiunturale particolarmente delicato, Emilceramica ha voluto dare un segnale di forte vitalità dell’azienda rinnovando l’immagine della capo gruppo. Dalla definizione del nuovo logo parte il rifacimento di tutti gli strumenti di comunicazione collegati, come ad esempio il sito internet, da pochi giorni on-line completamente rivisto e migliorato.
Vorrei sottolineare che questo restyling di Emilceramica non è solo un intervento “cosmetico”, ma un vero e proprio rilancio sostanziale dell’azienda. Cito solo un dato: Emilceramica ha circa 40 collezioni in offerta. Nel 2008 e 2009 abbiamo rinnovato un quarto del nostro portafoglio prodotti introducendo nel mercato 10 collezioni, per soddisfare le principali tendenze contemporanee.
Abbiamo concretizzato questi obiettivi grazie a investimenti tecnologici mirati, che hanno consentito di accorciare il time-to-market e di ottenere prodotti esteticamente e qualitativamente superiori. Questi sono i nostri princìpi: tecnologia, prodotto, comunicazione.”

Per Ceramica Fondovalle interviene il direttore marketing Luisa Baraldi: “L’edizione del Cersaie 2009, per Ceramica Fondovalle, ha rappresentato una riconferma dell’interesse da parte della clientela di fascia alta (architetti e rivenditori), molto attratta dai prodotti Metalgloss, Ironwood e Tiger Rock.
Le nuove collezioni sono state percepite positivamente e lette come simbolo e “chiave di volta” della crescita stilistica dell’azienda, specialmente le serie Murano e Stone Print.
In fiera è stato presentato poi Light4Fusion, che ha destato grande interesse nel cliente attento alla novità e alla versatilità del prodotto. La differenza maggiore tra il Light4Fusion e gli altri materiali ceramici di simile spessore, sarà indubbiamente determinata e incentivata dai posatori, che si faranno i naturali promotori del prodotto, riconosciuto per le caratteristiche di leggerezza, facile manovrabilità e adattamento e per il fatto di essere creato “senza fibre rinforzanti”; interessante anche per il mondo della cantieristica, dal momento che Light4fusion è ideale per opere di nuova costruzione e per progetti di ristrutturazione. La presenza in fi era da parte dei visitatori è cresciuta di giorno in giorno, confermando all’azienda una buona affluenza sullo stand, soprattutto durante i primi giorni: da sottolineare un’elevata presenza di asiatici, un consistente numero di europei e medio-orientali, ma pochi americani.
In conclusione, con questo Cersaie, l’azienda conferma la propria fiducia nel prodotto di “nicchia” per fasce di prezzo alte, ma non abbandonerà il classico porcellanato, importante per riempire lo spazio produttivo dei volumi, necessari ad oggi per restare un’attività produttiva viva.
Ceramica Fondovalle si aspetta di raccogliere frutti che siano proporzionali all’impegno profuso nella presentazione dell’azienda e alle energie rapportate al momento economico attuale.”

Filippo Mancuzzi, brand manager di Ceramica Sant’Agostino, dichiara: “Il nostro bilancio post Cersaie è sicuramente positivo. Ci conferma ancora una volta che le strategie aziendali e gli importanti investimenti intrapresi negli ambiti di ricerca e innovazione sono stati, oltre che eticamente corretti, anche lungimiranti.
Per affrontare il momento di crisi generale abbiamo deciso infatti di investire in nuove tecnologie volte a perfezionare i nostri sistemi produttivi nel totale rispetto dell’ambiente (come dimostrano le diverse certificazioni conseguite come Ecolabel, Enviromentile, ANAB), senza perdere valore e qualità in termini di estetica e design di prodotto”.

Questo il commento di Mauro Manfredini, direttore marketing e commerciale di Casalgrande Padana: “Cersaie ha avuto un risultato in termini di visitatori soddisfacente e superiore alle aspettative, tenuto conto della fase economica in cui ci troviamo. Per quanto ci riguarda, continuiamo a lavorare e a investire, forti del fatto che i nostri clienti continuano a preferirci e questo fa si che i nostri risultati commerciali siano migliori della media del settore. A Cersaie, per esempio, ha riscosso grande successo la presentazione di una innovativa linea di prodotti (Bios) con elevatissime proprietà antibatteriche.
Questo progetto, frutto di una collaborazione con l’università di Modena, ci ha portati a ottenere piastrelle in grado di abbattere al 99,9% i quattro principali gruppi batterici. Inoltre, poiché il trattamento è presente nella massa della lastra e quindi insensibile all’usura, le piastrelle Bios sono adatte a tutte le destinazioni d’uso, dagli appartamenti agli ospedali, dai centri commerciali agli aeroporti, scuole.”

Pier Paolo Galli di Cooperativa Ceramiche d’Imola afferma: “Consideriamo l’edizione del Cersaie 2009 positiva e migliore delle attese; in effetti, data la congiuntura economica negativa su scala mondiale, non riponevamo grandi aspettative su tale evento fieristico, sia per ciò che concerne l’affluenza di visitatori, sia per il livello di ordini.
Presentarsi al Cersaie 2009 con 3 stand completamente rinnovati, per una superficie totale di oltre 1200 mq, con 30 nuovi progetti e con un’immagine coordinata di gruppo completamente rivisitata, ci ha permesso di riscuotere un alto gradimento da parte dei nostri clienti, che si è rispecchiato anche negli ordini ricevuti.
Cercheremo nei mesi a venire di sfruttare al meglio il clima positivo e di fiducia creatosi e rafforzatosi grazie alla manifestazione, consapevoli, ad ogni modo, che almeno i prossimi 12 mesi saranno ancora difficili.”

Paolo Cesana, direttore commerciale Refin, concorda: “Nonostante la crisi, la ricerca che abbiamo fatto ci sta ripagando. Credo che stiano soffrendo di più le aziende che non hanno mai proposto niente di innovativo oppure quelle che non si sono posizionate sul mercato con chiarezza. Refi n, negli ultimi 4 o 5 anni, si è creata un posizionamento molto qualitativo nell’area della ricerca del design e questo ci sta ripagando anche nei momenti di crisi.
Per quanto concerne una previsione di ripresa, stiamo aspettando il punto di svolta, che si sta avvicinando.
Cersaie 2009 ci ha colpito molto positivamente: tanta gente, tanti clienti (che faticavamo a vedere ultimamente) e voglia di ricominciare.
Non è mai stata questa una fi era dove si facevano degli ordini, al massimo si ricevevano i clienti e si stringevano rapporti.
Adesso ho la percezione che i clienti vengano e vogliano ricominciare a comprare il prodotto, tra l’altro rispondendo positivamente a quei prodotti su cui crediamo di più in termini innovativi.
Cersaie è una fiera dove si vede tanto prodotto “tradizionale”, tante imitazioni legno e marmo realizzate con tecnologie nuove, ma che tagliano le gambe alla creatività, forse come conseguenza di questa situazione critica che spaventa tutti. D’altronde, le tecnologie di oggi permettono di copiare meglio i materiali originali: ciò è giusto, a mio parere, anche se le risorse dovrebbero essere dedicate alla creatività.
Refin ha proposto in fiera una nuova collezione chiamata Tracce, un prodotto di design che cerca di evocare le mura scrostate, le pareti usurate, presentata in vari colori, con una trama di mosaici: si tratta di una collezione che vuole, anche a livello cerebrale, spiegare il passaggio della società moderna, di cose che corrono, che trascorrono, che transitano. Un’altra novità, lo spessore sottile, è stata presentata da molti. La vedo come un ottimo strumento per modalità di utilizzo diverso. Non credo che la piastrella sottile da 4,8 mm potrà sostituire quella da 11 mm, , però potrà indurre a comportamenti di consumo e di utilizzo diversi come la ristrutturazione: lo spessore ridotto rappresenta una sorta di pelle nuova ed evita spreco di tempo e di lavoro, con costi ridotti in quanto evita la distruzione del preesistente.
Un altro ambito interessante è quello del commerciale leggero: se si deve rifare, ad esempio, il look a un negozio, non c’è più bisogno di chiudere l’attività per almeno una settimana.
Altra novità interessante che ci mette tra i primi, insieme ad altri del gruppo Concorde, è quella di aver presentato un prodotto che ha un riciclo “post consumer”: abbiamo fatto un accordo con Remedia, il consorzio dei produttori di apparecchi elettronici ed elettrici, per ritirare i vecchi televisori a tubo catodico e utilizzare il vetro dello schermo del televisore come impasto per le nostre piastrelle. Sia la collezione Tracce che Progress hanno il 20% di vetro riciclato da televisori a tubo catodico.”

Il parere di Maurizio Leo Placuzzi, fondatore e presidente di Sicis: “Quest’anno in fiera è stata visibile una minor quantità di visitatori, ma la loro qualità è, se non invariata, addirittura superiore, per cui ci riteniamo soddisfatti dell’andamento della manifestazione.
Stiamo investendo nell’apertura di nuovi punti vendita per dare ancora più visibilità al marchio e i dati ci confermano che la direzione è quella giusta”.

 

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