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::: Sostegno al PARQUET FOCUS a cura della Redazione
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Associazioni e aziende impegnate a rilanciare un settore
(ancora in parte) in crisi.
Il 2011 lascia ben sperare.
Dati e considerazioni
dall’Assemblea generale
di FederlegnoArredo che si è tenuta
lo scorso 6 maggio a Sirmione ...
«Sostenere le aziende nel loro sforzo di
penetrazione sui mercati esteri». È
stato il monito lanciato lo scorso 6
maggio dal presidente di EdilegnoArredo, Alberto
Lualdi, nell’ambito dell’Assemblea generale di FederlegnoArredo.
All’interno della splendida cornice
di Sirmione, piccolo comune di ottomila abitanti
della provincia di Brescia, il numero uno dell’associazione
EdilegnoArredo a cui fanno capo i Gruppi
Pavimenti di legno, Arredo urbano ed esterni, Schermature
climatiche e Domotica finestre, porte e scale,
ha focalizzato l’attenzione sull’importanza dell’impegno
associativo a favore delle esportazioni. A sostenere
il concetto anche il presidente di
FederlegnoArredo, Roberto Snaidero, designato alla
presidenza per il triennio 2011-2014, dopo la scomparsa
di Rosario Messina. Del resto la questione era
stata già ampiamente discussa in occasione dell’Assemblea
del Gruppo pavimenti di legno, svoltasi a
Rimini lo scorso mese di aprile, quando il presidente
del Gruppo, Lorenzo Onofri aveva sottolineato le
criticità del mercato italiano parlando di «incontrollata
importazione, nell’ambito della quale spesso
è impossibile conoscere la provenienza del legno».
Una concorrenza sleale, aggravata dalla disattenzione
con cui, negli ultimi anni, si sono lasciati distribuire
sul mercato italiano, parquet di scarsissima qualità,
sottovalutando le conseguenze negative derivate da questo atteggiamento all’intera filiera: dalle aziende
produttrici a quelle della distribuzione e della posa,
fino al cliente finale. Da qui l’idea di realizzare - è accaduto
ormai un anno fa - il Codice trasparenza parquet
che si è inserito in un percorso a sostegno di
un’edilizia responsabile e sostenibile. «Il progetto
Trasparenza - sono le parole del presidente Onofri -
a cui le aziende scelgono di aderire prevede un impegno:
l’informazione. Le imprese devono garantire
al mercato professionalità e attenzione, raccontando
la “storia” del prodotto: dalla provenienza della materia
prima alla consegna finale». Tra i progetti futuri
del Gruppo Pavimenti di legno di
EdilegnoArredo:
--- La progettazione di una serie di interventi volti a divulgare
le caratteristiche e i plus del pavimento di
legno.
--- L’analisi di un’indagine sperimentale, condotta con
Catas, relativa alle emissioni di formaldeide.
--- Lo sviluppo di uno stretto rapporto con la distribuzione.
--- L’avvio di un’azione anti-dunping coordinata da Fep,
l’Associazione europea produttori di parquet, contro
le importazioni di pavimenti di legno provenienti
dalla Cina.
::: I dati italiani
Dai dati presentati nel corso dell’Assemblea del 6 maggio
scorso, dal direttore tecnico di Cresme Ricerche,
Lorenzo Bellicini, relativo al mercato delle costruzioni
in rapporto all’andamento demografico, emerge che:
--- il 63% del mercato italiano delle costruzioni è composto
da recupero/ristrutturazioni;
--- il 35% del mercato sono nuove costruzioni;
--- la crescita demografica è determinata dall'immigrazione,
che interessa le fasce immobiliari più basse;
--- il 18% delle compravendite immobiliari sono fatte
da stranieri;
--- il rendimento dell'immobile è comunque sempre più
elevato degli altri beni d'investimento (oro, borsa,
ecc.);
--- si delinea una nuova segmentazione del mercato
che richiede un’azione sull'innovazione, ad esempio
attraverso la messa a punto di nuove tipologie
di costruzione;
--- il legno gioca un ruolo vincente nel processo di innovazione
di questi mercati.
::: Produzione ed
esportazione: un biennio
di crisi
Superato l’anno horribilis, ossia
il 2009, il comparto Pavimenti
di legno, ha
consolidato -
secondo i
dati elaborati
da
FederlegnoArredo - le
perdite anche nel
corso del 2010. La produzione
nazionale è rimasta
ferma a 3,8 milioni di metri
quadrati, contro i 5,8 milioni di
metri quadrati del 2008. Stesso discorso
per le esportazioni ferme a 1,5
milioni di metri quadrati contro i 2,2 del
2008. A tener banco la domanda di prodotti multistrato
e, tra le specie legnose, il Rovere che prevale sui
legni tropicali. Il 2011 lascia ben sperare. I consumatori,
per le loro case, scelgono il parquet e sono attenti
al rispetto ambientale, come sostenuto dal direttore
tecnico di Cresme Ricerche, Lorenzo Bellicini secondo
cui «il legno gioca un ruolo vincente nel processo di
innovazione del mercato delle costruzioni, in tutti i
suoi comparti di riferimento, soprattutto in relazione
a un nuovo modo di produrre e vivere sostenibile».
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
ll parquet del futuro - per noi già presente - dovrà possedere caratteristiche di originalità,
assoluta qualità e durabilità. Un pavimento in legno deve essere in grado di soddisfare
le esigenze del cliente e rispecchiare lo spirito del tempo, rinnovandosi
continuamente attraverso la ricerca di nuovi materiali.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Occorre investire sulla qualità del prodotto e del servizio puntando sulla competitività
dei prezzi e sulla formazione degli operatori preposti alla vendita del prodotto. Credo
molto nella formazione. All’interno della nostra azienda, ad esempio, organizziamo sistematicamente
corsi per la clientela con lo scopo di approfondire la conoscenza dei diversi
tipi di parquet. Sono convinto che un parquet venduto con preparazione raccolga
maggiore gradimento e rimuova i dubbi del cliente, che spesso scaturiscono dalla scarsa
di conoscenza del prodotto.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
Credo che la crescente sensibilità verso prodotti certificati, anche dal punto di vista ambientale,
rappresenti un’enorme opportunità.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
Perchè il made in Italy rappresenta una sorta di valore aggiunto per il parquet. Garantire al cliente la
provenienza del pavimento vuol dire accertare l’esistenza di determinati requisiti di qualità e idoneità.
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Di puntare sulla qualità dei prodotti; sulla possibilità di differenziarsi rispetto ai concorrenti;
sulla ricerca continua di prodotti e finiture nuove; sulla chiarezza e trasparenza;
sul servizio continuo pre e post vendita; sulla capacità di fornire la quasi totalità di prodotti
esistenti nel campo del parquet; sulla formazione degli addetti alla vendita.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
Prevedo un trend assolutamente in crescita nella misura in cui tutti gli operatori del settore
facciano chiarezza e accrescano la preparazione degli addetti alla vendita.
Occorre stupire e affascinare i potenziali clienti con prodotti sempre nuovi. Investire
nella preparazione dei rivenditori. Capire i bisogni e le aspettative dei consumatori. Credere
in ciò che si vende. Affidarsi a posatori qualificati. Affinché la “macchina” funzioni,
è necessario “rafforzare” ciascun anello della filiera.
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
Il pavimento è diventato ormai un elemento d’arredo che si coordina con la casa. La realizzazione
di prodotti e finiture nuove è l’obiettivo di ogni azienda che voglia affermarsi
sul mercato, ma solo pochi riescono a realizzare soluzioni veramente innovative.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Su un prodotto e un marchio che si caratterizzino per la “qualità a 360 gradi”, confermata
da elementi tangibili e concreti - ricerca e sviluppo, innovazione, onestà e correttezza -
e non da semplici slogan. Il consumatore finale è stanco di essere male informato.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
La politica della nostra azienda è aiutare il consumatore a compiere una scelta responsabile
nei confronti della natura. Consapevoli che la scelta del legno nobile può essere
dirottata verso selezioni di legni che aiutano l’ambiente e diminuiscono l’impatto sul
clima, abbiamo creato il marchio “LEGNO PIÙ = KM MENO” che identifica i legni
di provenienza chilometrica di approvvigionamento ravvicinata rispetto ad altri selezionati
in tutto il mondo.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
Ad oggi non è più sufficiente scegliere a occhi chiusi un marchio che si spaccia per
made
in Italy. Occorrerebbe accertarsi di persona che l’intero ciclo produttivo e non solo la finitura
avvenga in Italia. Dipende dalla coscienza del rivenditore credere ciecamente ai
soliti slogan o prestarsi ad approfondire la veridicità della dicitura “100% italiano”.
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Di essere serio, informato e onesto. A volte capita che un rivenditore tratti un numero
davvero elevato di articoli e marchi, e non sappia presentare in modo corretto i pregi di
alcuni pavimenti né sottolineare i limiti di altri. In questo modo, non si dà il giusto peso
alla reale provenienza delle diverse tipologie di parquet né al valore aggiunto che le
aziende di qualità possono dare.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
Il pavimento in legno sta entrando anche in ambienti una volta off-limits per il parquet,
come bagni e cucine. Le attuali tendenze progettuali lo vedono sostituire la ceramica
anche in negozi e studi. L’indice di gradimento nei confronti dei pavimenti in legno è
in aumento. Ma in un contesto congiunturale comunque difficile è necessario non abbassare
la guardia, continuando a investire in innovazione e qualità.
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
Il parquet del futuro dovrà essere essenzialmente un prodotto realizzato con materiali
provenienti da foreste sottoposte a piani di sviluppo sostenibili. Sempre maggiore dovrà
essere l’attenzione di noi produttori nell’uso di prodotti ecologici a basso impatto ambientale
corredandolo delle più importanti certificazioni.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Il futuro dipenderà non solo dalla capacità che avremo di investire nella ricerca e nella
conquista di nuovi mercati ma anche nell’educare il patrimonio di intelligenze qualificate
necessarie a garantire la nostra futura presenza sul mercato.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
Quali maggiori importatori di legno in Italia da tutto il mondo, crediamo che la crescente
sensibilità verso prodotti certificati dal punto di vista ambientale rappresenti
un’enorme opportunità.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
Non c’è un motivo per essere ancorati a un parquet made in Italy, in quanto la globalizzazione
mondiale, l’ampia e rapida diffusione delle tecnologie fa in modo che il prodotto
“costruito” in varie parti del mondo con un controllo di qualità in loco da parte
nostra fa si che la qualità non abbia nulla da invidiare al prodotto italiano. Non pensiate
che una Mercedes sia costruita in tutte le sue parti in Germania.
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Il rivenditore di pavimenti innanzitutto deve cercare di avvalersi di personale qualificato
alla vendita e quindi puntare sulla formazione che noi Corà siamo sempre stati abituati
a dare. Un’altra cosa importante è acquistare da aziende serie e presenti sul mercato
da molti anni in grado di fornire materiali di alta qualità e correlati di certificazioni per
non incorrere in spiacevoli sorprese.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
Io penso che il trend a medio-lungo termine sarà sicuramente incrementato. Per incrementare
eventuali quote di mercato l’azienda dovrà consolidare il rapporto con
l’attuale clientela, cercando di fare tesoro dei loro suggerimenti per poter individuare
prodotti nuovi ed esclusivi. Sicuramente grande contributo sarà dato dalla ricerca di
nuova clientela in Italia e dai mercati emergenti dove già oggi poniamo la nostra massima
attenzione.
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
La parte di mercato più consapevole si sta muovendo verso un prodotto "green". Vengono richieste
forniture di grande qualità che diventino un valore aggiunto sia per il rivenditore che per
il posatore. Spesso chi cerca il prodotto "primo prezzo" rimane scottato da brutte esperienze.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Il parchettificio competitivo è quello che produce in proprio una vasta gamma di prodotti.
Tutto deve essere veicolato con impeccabili sistemi di marketing e comunicazione,
che supportino il venditore e lo aiutino nel concludere la vendita, seguendo il cliente
anche nel servizio post vendita. Per questo devono essere organizzati corsi di formazione
per rivenditori e agenti, al fine di creare una cultura del pavimento in legno.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
Il consumatore finale è molto più attento rispetto a qualche anno fa e cerca di informarsi
sulla provenienza dei prodotti che acquista. Il problema è che spesso non è tutelato
dalle normative italiane. Noi come gruppo associato a Unindustria cerchiamo
di dare maggiori garanzie ai nostri clienti, aderendo a iniziative come il Codice di trasparenza
parquet promossa da FederlegnoArredo che ha come fine quello di attivare
un autocontrollo delle aziende aderenti.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
Per la sicurezza e le garanzie che accompagnano un prodotto made in Italy. Se rispettate,
le normative che regolano la produzione e la commercializzazione dei pavimenti in
legno sono molto restrittive, garantendo prodotti sicuri. Non è la stessa cosa invece per
i pavimenti con provenienza estera, di origine incerta e spesso di dubbia qualitá.
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Il nostro consiglio è: di informarsi sulle caratteristiche dei prodotti che acquista, di fare
attenzione ai prezzi al di sotto della media di mercato, di conoscere i prodotti che vende.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
Il consumo di pavimenti in legno è in aumento, anche se la parte del leone la fa ancora
la ceramica. Come gruppo stiamo incrementando ogni anno i mq di pavimenti venduti,
soprattutto grazie all'aumento delle quote di mercato in Paesi esteri come Turchia, Israele,
Canada, Russia. La strategia che mettiamo in campo per espanderci è la nostra filosofia
da sempre: fornire una gamma completa di pavimenti in legno con infinite possibilità di
customizzazione; prodotti "green" con una qualità sicura; un servizio clienti affidabile e
preparato; un marketing ragionato; una presenza capillare sul territorio.
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
Il parquet del futuro deve diventare sempre più elemento di arredamento della casa, conciliando
design e naturalezza.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Chi realmente produce parquet deve far leva sulla sua capacità di controllo del processo
produttivo, sulla trasparenza del proprio processo e degli elementi che ad esso concorrono.
Occorre che il consumatore sia consapevole di ciò che acquista e possa giustamente
valutare il rapporto prezzo - qualità.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
Certamente il consumatore odierno è sensibile ai temi citati e a parità di altre condizioni
è portato a scegliere il prodotto più “verde”: certamente è meno disposto a spendere
di più per tale prodotto ed è poco aiutato da un punto di vista normativo a poter
giudicare se un prodotto è realmente “ecologico” oppure no.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
Un rivenditore deve scegliere un’azienda che possa dargli tranquillità, innovazione e
supporto tecnico: certamente un’azienda produttrice italiana che produce e opera sul
territorio nazionale (ovviamente fatta salva la trasparenza di cui si è già parlato) può essere
assolutamente pronta a cogliere le aspettative del mercato nazionale e a proporle al
proprio cliente.
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Di concentrarsi su un numero limitato di fornitori e di pretendere formazione costante
per essere realmente consulente del proprio cliente, dando valore aggiunto alla propria
professionalità.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
L’attuale crisi rende ogni previsione molto difficile e “rischiosa”: il legno gode certamente
di grande favore da parte dei consumatori che ne apprezzano l’ottima resa in termini
di estetica e calore all’interno della casa. Questo porta a essere ottimisti sul fatto che
progressivamente si erodano quote di mercato ad altri materiali e l’impulso per favorire
ciò non può che essere il continuare a proporre prodotti che esaltino le qualità proprie
della materia prima legno.
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
Il passato è stato caratterizzato da una forte incertezza per quanto riguarda molti prodotti,
compresi i pavimenti in legno, troppo spesso qualità e provenienza delle materie
prime sono stati messi in secondo piano. È necessario che in futuro il consumatore possa
sentirsi tutelato nella scelta di un pavimento in legno sicuro e sano, e questa è la garanzia
che La San Giuseppe può vantare oggi come ieri.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Il passato è stato caratterizzato da una forte incertezza per quanto riguarda molti prodotti,
compresi i pavimenti in legno, troppo spesso qualità e provenienza delle materie
prime sono stati messi in secondo piano. È necessario che in futuro il consumatore possa
sentirsi tutelato nella scelta di un pavimento in legno sicuro e sano, e questa è la garanzia
che La San Giuseppe può vantare oggi come ieri.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
La speranza è che il consumatore sia portato a una maggiore attenzione alla provenienza
delle materie prime, alla qualità dei prodotti utilizzati per la loro realizzazione e alla
cura della lavorazione. In tal modo, oltre ad avere un prodotto sostenibile e di qualità,
verranno premiate quelle aziende che, come La San Giuseppe, da sempre mettono in
primo piano questi temi così importanti.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
La San Giuseppe produce i suoi pavimenti interamente nel proprio stabilimento italiano,
monitorando l’intero processo, e si rende pienamente responsabile della qualità dei propri
prodotti. Il rivenditore che sceglie di proporre Listone Veneto ha la certezza di avere sempre
un filo diretto con l’azienda che mette a disposizione il suo know-how e il suo teamdi
professionisti competenti e appassionati, in grado di fronteggiare qualsiasi esigenza.
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Il rivenditore è il volto pubblico dell’azienda, è importantissimo che possa proporre un
parquet della cui qualità possa sentirsi sicuro, come è indispensabile che abbia il completo
supporto da parte dell’azienda produttrice.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
Trovo assolutamente necessario che i prodotti di qualità trovino la forza di scalzare quei
parquet la cui provenienza e qualità non sono garantite. In ciò un ruolo primario è quello
di rivenditori e posatori, che devono porre la loro attenzione su caratteristiche quali trasparenza
e qualità del prodotto. Questo è il mio augurio affinché la mia previsione per il
futuro divenga una realtà: che il pavimento in legno di fattura italiana prenda sempre più
piede guadagnando più quote di mercato possibili.
A suo avviso, quali sono le caratteristiche
del parquet del futuro?
Il futuro del parquet sarà per me sviluppato su più piani:
1) nuova e incessante ricerca cromatica che creerà nuove tendenze, come attualmente
lo sbiancato o il decapato;
2) ulteriore limitazione nell’utilizzo di legni africani come Iroko, Doussie, ecc.;
3) ulteriore sviluppo della cultura del recupero e quindi di parquet “antichi”.
E il parchettificio del futuro?
Su cosa deve puntare per “convincere”
la rivendita e il consumatore finale?
Certamente l’aspetto più importante sarà riuscire a emozionare rivenditori e consumatori,
senza effetti speciali ma garantendo attraverso cataloghi, espositori, foto e quant’altro,
una reale sensazione del “risultato finale”.
Che ruolo gioca l’aumentata sensibilità
del consumatore finale verso temi come
il rispetto ambientale e la sostenibilità?
Se la sensibilità è vera e approfondita, allora molto positivo, e mi riferisco al ciclo completo
dell’utilizzo del legno, al carbon stock, e all’assoluta necessità di tagliare per poi ripiantumare,
per avere nuovo assorbimento di carbonio e purificare l’aria. Se invece è
quella legata a vecchi luoghi comuni da cui oggi ha preso le distanze anche il WWF, legate
alla morte di un albero, allora sono controproducenti.
Perché un rivenditore dovrebbe scegliere
un parquet “made in Italy”?
Perché farebbe sicuramente una scelta di qualità, di tradizione, di antico saper fare…
Che consiglio si sente di dare
a un rivenditore di pavimenti?
Soprattutto di dire sempre la verità, essere trasparente e non giocare con le parole e le
scelte.
Quale trend vede per il pavimento in legno
a medio-lungo termine? Riuscirà
a incrementare le sue quote di mercato?
E quali “armi” dovrebbe mettere in campo
un’azienda per favorire questo trend?
Purtroppo sarà un incremento molto relativo. Anche se il pavimento il legno ha una
forte penetrazione nel mondo della pavimentazione, è in recessione in termini di valore
assoluto, come tutto il comparto delle costruzioni. Ricordiamoci che ad oggi il confronto
con il 2010 in termini di nuove costruzioni residenziali, è -46%, mitigato da un
20% dovuto alle ristrutturazioni, e il futuro….non c’è, per ora!
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