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::: PIASTRELLE DI CERAMICA: i numeri del 2009 INDAGINE di Benedetta Piacentini
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Archiviato lo scorso anno
con importanti flessioni
nelle vendite (-19,3%)
e nella produzione (-28,2%).
Il fatturato supera i 4,5 miliardi
di euro, l’export i 3,2 miliardi.
Occupazione in calo del -6,71%.
Lunedì 7 giugno, presso la Sala Consiglio
di Confindustria Ceramica, il presidente
Franco Manfredini e il
di rettore generale Armando Cafiero hanno
presentato in anteprima i dati conclusivi della
30.a Indagine Statistica Nazionale sulle piastrelle
di ceramica, della quarta Indagine Statistica
Nazionale sulla ceramica sanitaria e
della terza Indagine Statistica Nazionale sulla
stoviglieria e la ceramica ornamentale.
Ecco i principali dati emersi durante l’incontro.
::: LA STRUTTURA DEL SETTORE
L’indagine evidenzia, al 31 dicembre 2009, la
presenza in Italia di 181 imprese, 14 in meno
rispetto all’anno precedente, con una occupazione
di 24.595, in calo del -6,71%. L’attività
industriale avviene in 273 stabilimenti (17
unità in meno rispetto al 2008), dove sono attivi
508 forni. Nel corso del 2009 gli investimenti
sono stati pari a 220,7 milioni di euro,
in flessione del -27,36% rispetto al 2008, ma
pur sempre pari al 4,9% del fatturato, a fronte
di una media dell’industria manifatturiera italiana
che è intorno al 4%.

::: LA PRODUZIONE IN ITALIA
Lo scorso anno sono stati prodotti 368,0 milioni
di metri quadrati, con una flessione pari
al -28,20%. Relativamente al portafoglio prodotti,
si conferma la leadership del gres porcellanato
smaltato che, con 168,9 milioni di
metri quadrati, copre il 45,9% dell’intera produzione,
seguito dal gres porcellanato non smaltato (96,5 milioni di mq.), dalle monocotture
(69,1) e dalla bicottura (29,3). La categoria
‘altri prodotti’ si è fermata a 12,6
milioni di metri quadrati.
::: UNO SGUARDO AL 2010
Il 2010 registra, nei
dati consuntivi delle esportazioni del primo
trimestre, una crescita che sfiora il +2% sia
per i volumi che per i valori, e che descrive
l’inversione di tendenza rispetto al 2009,
anno nel quale tutti i principali indicatori dell’industria
hanno mostrato una marcata
flessione a causa della crisi internazionale.
Un settore che, nonostante il calo del fatturato
di un miliardo di euro rispetto ai 5,5 dell’esercizio
2009, si sta impegnando a
governare il processo di ristrutturazione
aziendale e settoriale arrivando a definire
una nuova fisionomia dell’industria, più consona
ai nuovi scenari internazionali.
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::: FATTURATI E VENDITE
Le quantità vendute nel corso del 2009 sono
risultate essere pari a 408,4 milioni di metri
quadrati, con una flessione del -19,3%. Le vendite
tramite attività diretta sono diminuite del
-16,0% e costituiscono ora l’88,62% del totale,
il materiale commercializzato da imprese ceramiche
è ora al 5,35% (-42,89%), mentre le
società commerciali intermediano il 6,03% del
totale. In termini di mercati di destinazione,
sono 127,6 i milioni di metri quadrati venduti
in Italia (-15,6%), che lievitano a 280,8 milioni
di metri quadrati esportati, in calo del
20,9% rispetto all’anno 2008.
Relativamente al fatturato, è bene rilevare
come a fine 2009 l’industria italiana delle piastrelle
di ceramica abbia perso un miliardo di
euro, raggiungendo i 4.508 milioni di euro (-18,3%). In valori assoluti, il fatturato derivante
da vendite in Italia è pari a 1.253 milioni di
euro (-14,9%), mentre quello all’esportazione ha raggiunto i 3.255 milioni di euro (-19,51%).
La crescita del +1,29% del prezzo medio
(frutto di un +0,79% in Italia e di un +1,78%
estero), pur essendo la variazione percentuale
più limitata dal 2003, risulta essere un risultato
particolarmente apprezzabile alla luce della
straordinarietà dell’anno appena concluso.
::: LA RICERCA
“I NUOVI CONSUMI IN TEMPO DI CRISI” È L’INDAGINE
GFK EURISKO SUGLI ACQUIRENTI DI PIASTRELLE DI
CERAMICA, PROMOSSA DA CONFINDUSTRIA
CERAMICA E FEDERCHIMICA CERAMICOLOR.
Il 78% degli acquisti di ceramica
sono destinati all’abitazione di
proprietà (12% alla prima casa
data in affitto), che si caratterizza - nel 60% dei casi - in un appartamento di tre o più
stanze. L’acquisto avviene per usura del rivestimento precedente (51%) o per obsolescenza
estetica (38%) e, seppur concentrata in bagno e cucina, significative quote di utilizzo
del materiale ceramico si registrano anche in altre stanze della casa.
Tra i fattori di scelta, i consumatori italiani pongono al centro del processo il proprio nucleo
familiare e solo a debita distanza (11%) si avvalgono del consiglio di esperti. La ceramica,
scelta nel 54% dei casi, ha avuto quali principali preferenze l’essere il materiale “più
adatto per quella destinazione d’uso” (47%) e “il più facile da pulire” (37%).
Il ‘negozio tradizionale’ è il canale di vendita più utilizzato (65%), seguito dalla ‘grande distribuzione’
(21%), con una composizione che varia a seconda delle diverse aree geografiche,
con una media di visite prima dell’acquisto pari a 2,6 punti vendita. Soddisfazione
sia per il punto vendita (voto: 7,61) che per la posa (molto + abbastanza: 92%).
Qualità, resistenza ed estetica sono fattori che hanno una incidenza superiore a 4 (su una
scala di 5); il 50% dei consumatori ritiene importante ‘il made in Italy’, mentre il 46% apprezza
una certificazione ambientale.
La straordinaria versatilità della piastrella di ceramica, in grado di cogliere le multiformi
tendenze estetiche, vede una leggera prevalenza (34%) dello ‘stile classico’, rispetto allo
‘stile moderno’ (27%) e al ‘rustico’ (15%), pur all’interno di una significativa variabilità tra
le diverse aree geografiche e i differenti profili socio-economici del consumatore.
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::: INTERNAZIONALIZZAZIONE
Al 31 dicembre 2009 sono operative 19 società
di diritto estero controllate o partecipate da 9
gruppi ceramici italiani, nelle quali l’occupazione
raggiunge i 6.297 dipendenti (in calo del
-9,73% rispetto alla precedente rilevazione). La
produzione italiana di matrice estera è pari a
108,7 milioni di metri quadrati (-14%). In dettaglio
sono stati prodotti 28,0 milioni di monocottura
(-23,9%), il gres porcellanato
smaltato ha raggiunto 40,6 milioni (-2,5%), il
gres porcellanato non smaltato raggiunge i 13,9 milioni di metri quadrati (-24,7%) e la bicottura sfiora i 17 milioni
(-13,2%), mentre la categoria “altri prodotti” ha realizzato 9,3 milioni
di metri quadrati (-8,0%). Il 75,2% della produzione avviene in
paesi europei (-18,0% in metri quadrati), la restante parte negli Stati
Uniti. Le vendite complessive sono pari a 117,6 milioni di mq (-
10,6%) e hanno generato un fatturato complessivo di 875,9 milioni
di euro (-13,0%).
::: L'EXPORT PRIMO TRIMESTRE 2010
Nel primo trimestre 2010 i volumi esportati hanno raggiunto i
69,5 milioni di mq (+1,7%), per un fatturato complessivo di 804,8
milioni di euro (+1,9%). L’espansione riguarda esclusivamente i
mercati extra UE, dove la crescita è a doppia cifra (+11,2%) grazie
alle performance di Asia (+25,1%) e Stati Uniti (+18,7%), mercati
nei quali la ripresa ha già fatto sentire i propri effetti anche in ambito
immobiliare. In flessione sono invece i mercati comunitari,
dove i 40,2 milioni di metri quadrati risultano in flessione del -4,3% e il fatturato in euro ha raggiunto i 481,2 milioni di
euro (-2,8%). Ciò deriva da una tenuta sia nei mercati di maggior
consumo di ceramica italiana (Francia: -3,5%; Germania: -1,8%)
che anche in quelli minori colpiti dalla bolla immobiliare, quali la
Gran Bretagna (-1,6%) o la Spagna, dove le seppur limitate esportazioni
italiane sono addirittura cresciute (+4,5%).
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