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::: Tutti i numeri del PARQUET IN EUROPA INDAGINE di Federica Fiorellini
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La Federazione Europea dei
Produttori di Pavimenti in legno
ha reso noti i dati relativi
all’andamento del settore nel
2009. Le cifre e i commenti.
Roma, si sa, è la città con la più alta concentrazione
di beni storici e architettonici
al mondo. L’occasione per
visitarla (ogni volta è una sorpresa!), lo scorso
28 maggio, è stato uno degli appuntamenti internazionali
più attesi per il settore dei pavimenti
in legno, perché vede riunirsi gli attori
principali di questo mercato per fare il punto
sull’andamento di produzione e consumo a livello
europeo. Stiamo parlando del Congresso
europeo del parquet, organizzato annualmente
da Fep (la Federazione europea dell’industria
del parquet).
Il dato che emerge su tutti è il record al ribasso
di produzione e consumo (dopo vent’anni di
crescita costante!). Lo ha - tristemente - sottolineato il presidente dell’associazione, Lars
Gunnar Andersen, in apertura dei lavori: “Il
2009 ci ha messi di fronte a grandi sfide, dopo
anni di crescita costante, la produzione in Europa
è calata del 20% (non succedeva dal
2000!) e i consumi di circa il 15%”.
Nonostante tutto, non è stato totalmente pessimista
Andersen e ha sottolineato come negli
ultimi mesi la domanda di pavimenti in legno
in alcuni Paesi abbia iniziato a crescere nuovamente.
“…E allora bisogna smettere di combatterci
con guerre al prezzo più basso - incita
i colleghi Andersen -, unire le forze e sfruttare
al massimo i nostri punti di forza: qualità,
creatività, innovazione. E poi concentrarci su
una comunicazione ben concepita e di successo con il consumatore finale, per aumentare
la sua consapevolezza e la conoscenza del nostro
prodotto”.
«Dobbiamo lavorare affinché
ci siano regole chiare e condivise
da tutti quelli che operano nel nostro
contesto. Va in questa direzione
l’esperienza italiana del Codice
di Trasparenza, una sorta di carta
di identità del prodotto che fornisce
al consumatore tutte le informazioni
necessarie per capire cosa
effettivamente sta acquistando».
Lorenzo Onofri, consigliere
incaricato Gruppo pavimenti legno
di EdilegnoArredo.
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::: SENSIBILIZZARE IL CLIENTE FINALE
Quest’ultimo punto, la sensibilizzazione del
cliente finale, è stato, non a caso, al centro di
numerose delle iniziative messe in campo da
Fep negli ultimi anni - come ha ricordato il segretario
Endre Varga - a partire dal progetto
Real Wood, incentrato su un sito internet di
informazione al consumatore pubblicato in 8
lingue, per finire con lo studio European Consumer
Survey on Parquet, presentato lo scorso
anno a Varsavia, un’inchiesta mirata a individuare
la percezione che i consumatori europei
hanno del prodotto parquet (che si è rivelata
molto utile per mettere a punto nuovi approcci
e strategie di marketing).
Un altro nodo centrale emerso durante la riunione,
portato alla ribalta da Lorenzo Onofri,
consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti
in Legno di EdilegnoArredo (l’associazione
italiana ha “ospitato” il Congresso), è la necessità
di definire con precisione cosa significa
produttore, per lavorare in condizioni di concorrenza
leale e positiva.
“Dobbiamo lavorare affinché ci siano regole
chiare e condivise da tutti quelli che operano
nel nostro contesto”, ha sottolineato Onofri,
che ha ricordato poi l’esperienza italiana del
Codice di Trasparenza, una sorta di carta di
identità del prodotto che fornisce al consumatore
tutte le informazioni necessarie per capire
cosa effettivamente sta acquistando.
“Siamo tutti sulla stessa barca - ha proseguito
Onofri - è venuto il momento di passare dalle
parole all’azione e di portare avanti strategie
diverse da quelle adottate sino ad ora”.
Coesione dunque, ma anche chiarezza da contrapporre
alla confusione… E una punta di ottimismo,
nonostante tutto, “perché una
ricerca europea ci ricorda che 5 consumatori
su 10 vogliono cambiare il proprio pavimento”,
conclude Andersen, ma anche perché “Paesi come Stati Uniti, Cina e India potranno
aiutarci a rialzarci”.
Andrea Negri, presidente Made
Eventi, durante la sua relazione
di presentazione dell’edizione 2011
di Made: molte le novità
in programma, promosse attraverso
operazioni di comunicazione mirate,
in Italia e all’estero.
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::: 2009: UN ANNO DI PREOCCUPAZIONI
Ma passiamo al commento dei “numeri” relativi
all’andamento dell’industria europea del
parquet nel 2009, resi noti da Fep in anteprima
a Roma.
In base ai dati forniti dalle singole aziende associate
e dalle federazioni nazionali, per il secondo
anno consecutivo il mercato europeo
ha dunque registrato un significativo calo dei
volumi di produzione e di consumo.
La produzione totale nei Paesi Fep è calata del
20,30%, con un volume di 67.523.000 di mq.
Le perdite maggiori si sono registrate in Ungheria,
Olanda, Italia, nei paesi Nordici (Danimarca,
Finlandia, Norvegia), in Polonia (che
rimane comunque il primo produttore europeo)
e in Spagna. La Germania è il secondo
produttore europeo, davanti alla Svezia.
Per quanto riguarda il piano di produzione nel
2009 per tipologia di parquet, il multistrato
rimane il parquet in assoluto più prodotto, aumentando
di un punto percentuale le sue
quote rispetto al 2008 (78%, contro il 16% del
parquet massiccio).
Nei numeri assoluti della produzione per nazione,
la Polonia è ancora in testa con il 17,50%
della produzione totale europea, mentre la Germania
scende in seconda posizione con il
14,82% e la Svezia è terza con il 13,77%.
Passando ai consumi, in totale nei Paesi Fep
c’è stata una flessione del 15,31%, scendendo
a quota 86.005.000 mq.
Male i Paesi Bassi e l'Europa orientale, in particolare
Ungheria; la Germania rimane al
primo posto nella classifica dei consumi, con
una quota del 18,42%, la Spagna mantiene la
seconda posizione (13,12%), davanti alla
Francia (11,67%).
Una curiosità: il record del più alto consumo
pro capite è austriaco: 0,76 mq a persona.
Due parole sulle specie legnose più utilizzate?
Il rovere è in crescita continua ed è in assoluto il legno più usato per i nostri parquet (ben
62,8%), mentre cala sensibilmente l’uso di
legni tropicali.

::: LA SITUAZIONE ITALIANA
Il mercato italiano ha seguito l'andamento negativo
del mercato mondiale, questo non è uno
scoop: edilizia nuova ferma, ristrutturazione in
dubbio, consumo fermo. Il rallentamento dell'economia
italiana, per la verità, è iniziato già a
metà 2007, molto prima rispetto agli altri Paesi
dell'area euro e della crisi finanziaria.
L'edilizia ha iniziato a soffrire nel 2008
(-4,2%) e ha continuato nel 2009 (-9%): da
una parte la crisi finanziaria scoraggia le intenzioni
di costruire, dall'altra l'edilizia italiana
sta riconfigurando un mercato da
indotto dall'offerta a indotto dalla domanda.

L'eccesso di produzione nelle costruzioni -
fanno notare le ricerche Fep - ha portato con
sé un eccessivo aumento dei prezzi per il settore
immobiliare e una forte speculazione, con
il risultato di uno squilibrio nel rapporto qualità-
prezzo.
Il segmento di mercato della nuova edilizia residenziale
è stato il più colpito dalla flessione
(-19,2% nel 2009), mentre gli investimenti
nelle ristrutturazioni residenziali hanno registrato
una contrazione del 4% (si prevede che
già nel 2010 ci sarà una risalita.
La flessione nell'edilizia non residenziale continua
da due anni, ma si prevede un miglioramento
dal 2011 in poi.

Quanto al segmento dei pavimenti in legno, i
numeri parlano chiaro: -34,48% la produzione
del 2009 (3.800.000 mq totali), -25% i
consumi, che si assestano sui 9.600.000 mq.
La produzione pro-capite passa da 0,10 a 0,06
mq, il consumo pro-capite da 0,21 a 0,16 mq.
C’è una significativa inversione di tendenza relativamente
alle specie legnose più utilizzate:
se nel 2008 avevano la meglio i legni tropicali
(60%), lo scorso anno il rovere è stato il legno
di gran lunga più utilizzato (70%).
Prosegue l’ascesa dei parquet stratificati: i consumi di parquet massiccio (14-22 mm) e di
lamparquet (6-13 mm) sono crollati del 50%
a favore del “prefinito” (se ne sono consumati
7.600.000 mq).
::: E IL 2010?
L’industria europea del parquet ha sempre dimostrato
di avere le capacità di adeguarsi rapidamente alle condizioni mutevoli del mercato,
tuttavia la situazione è critica. Nessuno si
sbilancia in previsioni a breve termini, c’è però
un punto fermo: il pavimento in legno è in
cima alla classifica di gradimento del consumatore
europeo, oltre a soddisfare tutti i requisiti
richiesti dai moderni criteri dello
sviluppo sostenibile e della bioedilizia. E allora
bisogna sfruttare questo vantaggio ...

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