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::: FIRENZE E COSENZA ci sono VENDERE PARQUET di Giovanni Carlini, corrispondente estero
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Non basta una bella esposizione:
servono cuore, mente,
fantasia e conoscenze tecniche.
Abbiamo trovato queste qualità
al centro e al sud Italia.
Parte con due uomini
che sanno il fatto loro il nostro
reportage sulla distribuzione
del parquet in Italia.
Inizia con questo servizio una presentazione
al mercato dei nomi migliori del
mondo della distribuzione del parquet (e
non solo) in Italia.
Per scrivere questo primo articolo, sono stati
consultati diversi operatori del mercato, selezionando
tra loro quelli che effettivamente
hanno un valore professionale. Altri sono stati
contattati, ma semplicemente non hanno avuto
la volontà e la forza (arguzia?) di rispondere.
Trovo che il mercato si debba pulire da un
numero eccessivo di operatori dotati sicuramente
di segretaria, sito web e bigliettino da
visita, ma completamente vuoti in quel
ruolo umano, che solo è capace di dare spessore alla professione.
Non basta una bella esposizione: serve cuore,
mente, fantasia. E conoscenze tecniche.
Stiamo scoprendo quanto non tutti siano dotati
di queste basilari caratteristiche.
::: QUELLI BRAVI
Non basta conoscere il proprio mestiere, serve
anche saperlo spiegare a chi dovrebbe comprare
i prodotti, quindi necessita l’uso della parola e il dono di saper rispondere a una domanda.
Se dotati di questo “pacchetto minimo” di doti
caratteriali come professionali, è necessario
anche avere un’organizzazione essenziale, possibilmente
stabile, fatta da un’insegna, un locale,
una scrivania, delle presentazioni da
mostrare al cliente al fine di consentirgli di capire
la differenza tra un tipo di pavimento e l’altro.
Quindi telefono, fax e computer coronano
la presentazione. Il sito web è gradito, ma non
indispensabile, in quanto oggi, nel nostro Paese,
si entra nel sito solo se si conosce il nome dell’operatore
e si desidera capirne di più.
Se dotati di dipendenti è saggio che questi sappiano
almeno rispondere al telefono, prendere
messaggi e rispondere alle telefonate. È accaduto
che nella centralissima Brescia, come nel
sud d’Italia, questo particolare si sia rilevato
affatto scontato: o le chiamate si perdono in
una foresta di numeri da digitare e messaggi
da lasciare in fantomatiche caselle vocali oppure,
anche se la persona umana abbozza qualche
risposta, non sa riferire alcun messaggio al
principale o questi non sa rispondere a sua
volta attraverso la centralinista.
Superata la fase “minima”, quella della comunicazione,
passando a un livello superiore, c’è la
parte gestionale: riuscire a capire la differenza
tra costi fissi e variabili, quindi l’opportunità di
sviluppare una qualche forma di pubblicità.
Significa capire quando informare il mercato
su una certa possibilità, quale veicolo comunicativo
scegliere, il suo costo e quindi il rapporto
costi/ritorni.
Da questo standard superiore è possibile passare
a quello “eccelso”, dove si fa uso e lettura
della stampa specialistica, si partecipa ai convegni
professionali e ci si misura con gli operatori
stranieri per sondare ipotesi di sinergia.
Un avvertimento però è importante: il mercato
americano (ad esempio) vale 103 milioni
di mq di parquet venduto a prezzi troppo alti,
quando si parla di “made in italy”.
Basterebbe questo particolare per scatenare la
curiosità dei nostri operatori, ma qui passiamo
dall’eccelso all’audace, merce rara.
Parafrasando le 5 categorie di uomo definite dallo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, nel
romanzo “Il giorno della civetta” (uomini,
mezzi uomini, ominicchi, quaquaraqua… e una
non pronunciabile), nel mondo del parquet italiano
d’oggi possiamo pensare ai fighi (quelli del
livello superiore), gli eccelsi e infine gli audaci.
Gli ominicchi / quaquaraqua ci sono, ma non
entrano in questa raccolta di resoconti su uomini
e donne del parquet italiano.
::: LE INTERVISTE
In questa prima puntata di “Vendere parquet”
abbiamo intervistato il signor Mauro Errico
da Firenze, titolare di Tecno Parquet
(www.tecno-parquet.it), e il signor Antonio
Granata dalla provincia di Cosenza, titolare
della omonima impresa (www.pavimentilegnogranata.com).
Perché vi siete dati da fare per essere qui e
presentarvi al mondo del parquet italiano ed
europeo?
ERRICO: Ci siamo dati da fare perché abbiamo
capito quanto sia necessario sapersi raccontare
in un mondo fatto di comunicazione. Ai “nostri
tempi”, non siamo vecchi ma sicuramente
maturi, bastava lavorare bene e farsi conoscere
lavoro dopo lavoro, praticando prezzi onesti
(quest’ultimo aspetto non sempre è stato
fatto). Oggi il prodotto va spiegato, comparato,
tanto che il potenziale cliente se lo deve
sentire come se ci stesse camminando sopra a
piedi scalzi. Un pavimento, uno di legno in
particolare, è un’opera d’arte venduta a prezzi
popolari. Se non si entra in questa mentalità
oggi chiudi bottega.
In Italia nel primo quadrimestre dell’anno
sono stati registrati il 43% in più di fallimenti
rispetto al 2009 e il valore è più elevato
se comparato con il 2008, ma non diffuso per
evitare che gli operatori si “spaventino”. Voi
avete notizia di chiusure d’attività in questo
settore?
GRANATA: No, da noi non ci sono ancora chiusure
significative (di cui noi sappiamo) per un motivo semplice: siamo piccoli, troppo piccoli
per competere sul mercato internazionale, ma
in grado di essere modulari ed “elastici” in
quello nazionale. Ciò significa che siamo praticamente
degli artigiani anziché delle imprese.
Nel nostro mondo “tiri la cinghia”, ti
riduci la paga, al massimo licenzi a malincuore
la segretaria (considerata, a torto, da molti un
lusso) e così si tira avanti attendendo tempi
migliori che, se non sbaglio, sono attesi verso
la fine del prossimo anno, nel secondo semestre
2011, giusto? In queste condizioni, e grazie
a una grande flessibilità, le nostre
“aziendine” familiari reggono alla crisi perché
sanno ripiegarsi su se stesse.
Una volta tanto essere piccoli e non competitivi
nell’attuale assetto dell’economia mondiale-europea e italiana ci preserva e mantiene
al riparo dalla crisi questo modello di sviluppo
economico.

Ci raccontate, in breve, la vostra storia?
GRANATA: Lavoro nel campo della pavimentazione
in legno da più di 28 anni. Ne avevo solo
18 quando intrapresi questa esperienza, che
avrebbe impegnato completamente la mia vita.
Certo non sono mancate le difficoltà e i momenti
di crisi, ma, nonostante tutto, l’esperienza
accumulata nel tempo ha reso la mia azienda
leader nel settore. Siamo specializzati nella posa
in opera, quindi nel trattamento di ogni tipo di
pavimento in legno. Abbiamo unito alla materia
prima legno, tecnologia ed esperienza, per
dare un’ampia scelta di prodotti e possibilità a
tutti i nostri clienti. Offriamo anche una vasta
gamma di kit per la pulizia e la manutenzione di
tutti i tipi di pavimenti.
ERRICO: Il capostipite, del nome e dell’azienda,
è Renato Errico, mio padre, che negli anni ’50,
dopo avere appreso il mestiere di falegname
nella bottega di un mastro nella vecchia Firenze,
iniziò l’attività di parchettista. Aveva seguito
un corso presso gli stabilimenti della
Spresiano Parchetti, vicino a Treviso. Successivamente,
nel 1961, aprì l’azienda in una bottega
vicino al centro storico di Firenze, dando fin da
allora un’impronta di qualità ed efficienza, che
ancora oggi è alle base dell’attività. Restauri di
vecchie pavimentazioni (l’ultima presso il Palazzo
dei Marchesi Gondi a Firenze, con una
pavimentazione della fine del 1700), sono una
delle attività principali, alle quali si vanno a
sommare nuove tipologie di pavimenti, create a
misura del cliente. Nel corso degli anni,
l’azienda ha sempre cercato di adeguarsi alle richieste
del mercato, prendendo in esame i
nuovi materiali prefiniti, ma tenendo sempre
viva la preparazione e la capacità tecnica per la
lavorazione del massello e il restauro delle vecchie
o antiche pavimentazioni in legno.
::: L’ESPERTO IN MATERIA
Giovanni Carlini, libero professionista,
docente in Sociologia
dei consumi come della devianza,
direttore didattico per
Isp Italia di corsi aziendali online,
pubblicista, corrispondente
dall'estero per Spazio Tre, opinionista
per siderweb.com (il
portale dell'industria siderurgica
italiana) e analista di mercato
per la casa editrice Tecniche
nuove. |
::: IL CLIENTE AL CENTRO
Quali sono i vostri punti di forza?
GRANATA: Per un’azienda, soddisfare le esigenze
dei clienti è di basilare importanza. Per
questo siamo puntuali e professionali verso le loro richieste, proponendo una vasta
gamma di prodotti di qualità. E puntualizzo
di qualità, perché questa è la vera forza della
nostra attività.
ERRICO: Il prodotto di qualità insieme al servizio
è il nostro biglietto da visita; abbiamo sempre
trattato prodotti in qualità e il prezzo ne
consegue. Il cliente è seguito in ogni fase del
lavoro, ad esempio poniamo a disposizione
dell’impresa edile i nostri tecnici per consigli
anche nella costituzione dei massetti.
I vostri fiori all’occhiello?
ERRICO: La clientela che serviamo è costituita
interamente da privati, possiamo elencare le
maggiori famiglie nobili fiorentine come Frescobaldi,
Antinori, Rucellai, Della Gherardesca,
Gondi, oltre a innumerevoli nomi
dell’imprenditoria locale e nazionale.
GRANATA: Per me, e quindi per tutti i miei dipendenti,
ogni lavoro ha la sua importanza, e
poiché viene eseguito con la massima cura e
professionalità, la sua ottima riuscita, diventa
motivo di soddisfazione per l’azienda. Tengo
però a precisare che i lavori di cui andiamo più
fieri sono i parquet tradizionali, magari con
disegni artigianali che realizziamo noi stessi.
Come si compone la vostra offerta?
GRANATA: La ditta si occupa di tutto ciò che
riguarda il pavimento in legno, quindi il
cliente nel mio showroom può trovare ciò che
cerca: parquet tradizionale, prefinito e laminato;
forniamo anche tutti i prodotti per la
posa e per la manutenzione.
ERRICO: Un’ampia gamma di legni masselli e
stratificati, che possono essere personalizzati
a seconda delle richieste del cliente o delle differenti
esigenze di arredo. Oltre a questo, battiscopa
a misura, scale e rifiniture d’interni, sempre a misura e personalizzati nelle finiture
protettive. Ultimamente abbiamo messo a disposizione
dei nostri clienti un servizio di manutenzione
periodica, soprattutto per quanto
riguarda le pavimentazioni in esterno.
Quanto avete investito nell’allestimento e nel
mantenimento dello show room? È una spesa
a vostro parere ripagata?
ERRICO: Il 10% del fatturato viene destinato al
mantenimento dello showroom, ritenendo sia
una spesa che venga ripagata.
GRANATA: Investo continuamente per realizzare
qualcosa di originale nel mio negozio. Spero,
anzi sono certo, che ogni sforzo sarà ripagato.
Quale trend prevede per i pavimenti in legno
nei prossimi anni?
ERRICO: Pensiamo che la situazione rimarrà
stabile, agli attuali livelli, per almeno altri 3 -
4 anni, riteniamo inoltre che il massello e il
settore del restauro/ripristino delle pavimentazioni
in essere saranno settori che avranno
sempre il loro mercato, a dispetto delle plance
stratificate che non avranno grandi sviluppi
oltre quanto già fatto.
Progetti per il futuro?
GRANATA: In un mercato senza scrupoli,
dove la qualità passa in secondo ordine, mi
sforzo di rimanere coerente alle mie idee,
continuando a proporre materiali per il
parquet d’alta qualità e sempre innovativi,
che rispondono alle tendenze di design del
momento.
ERRICO: Consolidare e migliorare quanto già
raggiunto, puntando sempre al perfezionamento
della professionalità e alla preparazione
dei collaboratori, per un servizio migliore alla
clientela.
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