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::: Il piano per gli investimenti pubblicitari STRATEGIE di Jurg Burger
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È una tecnica di comunicazione aziendale. Un modo per presentare i
prodotti, raggiungere nuove fette di mercato e consolidare i rapporti
con gli acquirenti (privati, costruttori, artigiani) e i progettisti.
Va programmato ogni anno e, se studiato con attenzione, dà profitto.
Le aziende che in tempi di crisi
sanno mantenere i propri investimenti
pubblicitari subiscono minori contraccolpi
e si ritrovano avvantaggiate nel
momento della ripresa. La pubblicità è
un investimento annuale fisso, con un
budget proporzionale al fatturato. Come ogni investimento, risulta remunerativo nella misura in cui
si scelgono e si pianificano attentamente le azioni, evitando
improvvisazioni e decisioni impulsive. La stesura di un
piano pubblicitario è un mezzo efficace per delineare la
strategia di comunicazione dell’azienda e programmare le
iniziative da attuare durante l’anno. Un buon piano pubblicitario
fornisce risposte concrete a tre domande: cosa vogliamo comunicare? A chi, ovvero a quali target group?
Per ottenere quale risultato? Iniziamo dalla terza domanda,
che presuppone una riflessione sugli obiettivi da raggiungere
mediante l’investimento pubblicitario.
::: LE FINALITÀ DELLE INIZIATIVE
PROMOZIONALI
Proviamo a entrare nello specifico, distinguendo le diverse
finalità delle iniziative pubblicitarie:
1) INFORMARE, FAR CONOSCERE.
Prima di scegliere e acquistare un prodotto, il cliente
deve conoscere lo showroom, i marchi proposti e
i prodotti. La conoscenza influenza i criteri di scelta
e ne costituisce il presupposto. In particolar modo
i prodotti innovativi hanno bisogno di una efficace
base di informazione per potersi affermare.
2) CONQUISTARE I CLIENTI.
Chi apre un nuovo showroom, oltre a farsi conoscere
deve dare ai potenziali clienti un buon motivo per
andare a visitarlo. Rispetto alla pubblicità informativa,
la comunicazione che punta ad acquisire nuovi
clienti è più “aggressiva” e contiene una “promessa”
che deve esercitare un potere d’attrazione. Conquistare
nuovi clienti può essere un obiettivo anche per
uno showroom già affermato. Nuovi clienti possono
essere target specifici, trascurati in passato: per
esempio costruttori edili e artigiani, se ci si è rivolti
prevalentemente ai privati.
3) POSIZIONARSI NEL MERCATO E COSTRUIRE UN’IMMAGINE POSITIVA.
Il posizionamento è una scelta di marketing e definisce la propria collocazione rispetto alle aziende
concorrenti che operano nello stesso territorio.
Ogni azienda ha bisogno di differenziarsi rispetto
agli altri competitor e proporsi con un’identità unica
e ben definita. Questa identità può esprimersi in
diversi modi: con una gamma di prodotti unica, con
un livello qualitativo unico, con servizi unici, con
competenze, professionalità e serietà uniche. Se il
proprio punto di forza è la qualità dei prodotti o
del servizio, occorre farlo sapere ai propri potenziali
clienti. È questo il compito della pubblicità istituzionale,
che non mira a vendere un prodotto, bensì
ad affermare la filosofia e la missione dell’azienda,
mostrando in che modo si traducono in vantaggi e servizi utili per il cliente. È un
tipo di comunicazione che punta
a generare nel proprio target group
un’opinione positiva sull’azienda.
4) INVITARE ALL’ACQUISTO.
La pubblicità che persegue in modo
diretto un obiettivo di vendita è
generalmente incentrata su un prodotto.
Il messaggio pubblicitario
mostra il prodotto, ne evidenzia i
vantaggi e contiene un invito all’acquisto.
L’invito può essere un’offerta
di lancio oppure una promozione
stagionale che mira a far decidere
subito un acquisto. La pubblicità di
prodotto risulta particolarmente
efficace quando viene programmata
in sinergia con la campagna pubblicitaria
dell’azienda che fornisce il
prodotto. Il potenziale cliente vede
lo spot o l’annuncio del fornitore e
nel contempo riceve l’informazione
sul luogo in cui può trovare il prodotto
nella propria città.
5) CONSOLIDARE LE RELAZIONI IMPORTANTI.
Lo sviluppo dell’attività di uno
showroom multimerceologico dipende
in buona misura dalla capacità
di costruire e mantenere buone
relazioni con i progettisti. L’architetto
non ha solo il potere di influenzare
le scelte del committente, ma
anche quello di indirizzarlo verso
lo showroom da lui preferito. Coltivare
e consolidare le relazioni con
i progettisti è un obiettivo strategico
importante e non bisogna mai
rimanere passivi e pensare: “Ormai
è un cliente acquisito. Viene sempre
da noi con i suoi clienti.” Una
relazione che non viene costantemente
stimolata e arricchita, s’impoverisce
e perde attrattiva.
Tutti gli obiettivi elencati hanno la
loro importanza e vanno commisurati con le risorse disponibili e le priorità
dell’azienda.
Il piano pubblicitario annuale è lo strumento
strategico che stabilisce l’entità
dell’investimento, gli obiettivi da raggiungere,
i target group a cui rivolgersi,
i contenuti della comunicazione e i canali
da impiegare. È importante definirlo
ogni anno per ottimizzare l’investimento
e prevenire la frammentazione del budget
in azioni non coordinate, spesso improvvisate
e decise per sfruttare offerte
che appaiono interessanti dal punto di
vista economico, ma non altrettanto da
quello strategico.
::: COME STRUTTURARE IL PIANO
PUBBLICITARIO?
Ecco alcune linee guida per le riflessioni
e le valutazioni da fare:
1) DEFINIRE GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO
DELLO SHOWROOM:
- In che modo puntiamo ad aumentare
il fatturato dell’azienda?
- Abbiamo bisogno di conquistare
nuove tipologie di clienti (privati,
giovani sposi, proprietari di case
da ristrutturare, costruttori edili,
idraulici, ecc.)?
- Quali possibilità abbiamo di migliorare
le relazioni e la collaborazione
con i progettisti?
- Quali nuovi prodotti intendiamo
proporre ai nostri clienti?
- Quali nuovi servizi o quali migliorie
nei servizi esistenti ci consentiranno
di soddisfare meglio le
aspettative dei clienti?
2) STABILIRE IL BUDGET
PER GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI.
3) DEFINIRE GLI OBIETTIVI SPECIFICI PER
CIASCUN TARGET GROUP, PER ESEMPIO:
- Privati: far conoscere lo showroom (se è stato aperto di
recente), ampliare il bacino d’utenza, far conoscere
un nuovo prodotto o un nuovo servizio, ecc.
- Progettisti: aggiornarli periodicamente sulle nuove collezioni,
informarli sulle innovazioni, instaurare collaborazioni
con nuovi studi di architettura, ecc.
- Costruttori e artigiani: acquisire nuovi clienti, proporre nuovi prodotti e
soluzioni.
4) DECIDERE I CONTENUTI DEI MESSAGGI.
La pubblicità istituzionale presenta l’azienda, la colloca
rispetto alle aziende concorrenti e racchiude
una promessa fatta alla propria clientela.
La pubblicità informativa e le promozioni hanno invece
per oggetto i prodotti e i servizi.
5) SCEGLIERE I CANALI PUBBLICITARI PIÙ INDICATI
PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DI COMUNICAZIONE
RIVOLTI A CIASCUN TARGET GROUP.
I principali canali da valutare sono:
- Affissioni e volantinaggio. Sono mezzi adatti per farsi conoscere, aumentare
la visibilità dello showroom e comunicare offerte
e promozioni. Hanno costi relativamente contenuti
e si possono effettuare in zone specifiche di
proprio interesse.
- Giornali e riviste. La stampa è un ottimo canale per la pubblicità
istituzionale, per farsi conoscere e per conquistare
nuove tipologie di clienti.
Il giornale locale può essere utilizzato anche per comunicare
offerte.
La pubblicità di prodotto la fa normalmente
l’azienda fornitrice, sulla stampa nazionale.
Un rinforzo locale può essere utile sui mezzi letti
dalle stesse tipologie di clienti.
- Internet. Internet è un canale utile soprattutto per gli obiettivi
di fidelizzazione della clientela. Attraverso
newsletter e comunicazioni via posta elettronica
si può fornire un ottimo servizio di informazione
e aggiornamento tecnico agli architetti, ai costruttori
e agli artigiani.
Esistono dei software di Crm (Customer
relationship management) concepiti
appositamente per personalizzare al
massimo la comunicazione con i clienti
abituali.
- Fiere locali. La partecipazione a fiere è un buon mezzo
per farsi conoscere e per presentare prodotti
e servizi innovativi a un ampio pubblico
privato.
Il dialogo con i potenziali clienti è diretto,
con la possibilità di spiegare i vantaggi di
un prodotto, rispondere a domande, sciogliere
dubbi e far percepire la propria competenza.
6) PROGRAMMARE LE INIZIATIVE PUBBLICITARIE,
DISTRIBUENDOLE NELL’ARCO DELL’ANNO.
Una buona programmazione non esclude
investimenti decisi nel corso dell’anno.
Un quarto del budget può essere accantonato
per iniziative e opportunità che
maturano durante l’anno, purché coerenti
con la strategia di comunicazione scelta
dall’azienda.
7) STABILIRE I CRITERI DI VERIFICA DELL’EFFICACIA
DELLE AZIONI PUBBLICITARIE.
Il controllo del risultato è il presupposto
per poter migliorare la comunicazione e la
scelta dei mezzi.
Per ciascuna iniziativa pubblicitaria è utile
decidere con quale metodo se ne rileverà
l’efficacia. I dati raccolti serviranno
l’anno seguente per ottimizzare l’investimento.
Il piano pubblicitario rappresenta un punto
di riferimento utile anche per l’agenzia
pubblicitaria a cui si affiderà lo studio dei
messaggi. La coerenza tra gli obiettivi di
comunicazione, il layout e il tipo di linguaggio
usato è un fattore determinante
per l’efficacia di qualsiasi azione pubblicitaria.
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