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::: Costruire uno showroom a misura
del cliente DAGLI USA di G. Carlini
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Una serie
di procedure
immediatamente
applicabili,
per andare
incontro
a un cliente
sempre
più esigente
e selettivo,
che vorrebbe
ancora
comprare,
ma spesso non
se la sente.
Le variabili che concorrono
a rendere funzionale e
produttivo il nuovo spazio
espositivo sono
numerose. L'architetto a cui si
affida l'incarico di progettare lo
showroom ha bisogno di conoscerle
nei dettagli per concepire
degli ambienti funzionali. Il
suo compito non è solo quello
di ideare spazi, strutture e arredi
di buona qualità estetica.
Lo showroom è un mezzo, non
un fine, e in quanto mezzo serve
a raggiungere degli scopi di
natura commerciale:
-- Dare la possibilità ai clienti
di vedere le ceramiche, i parquet,
i sanitari e le porte che
stanno cercando per la loro
casa, anziché doverli scegliere
su un catalogo;
-- Dare all'azienda un'immagine
nuova, diversa da quella
della rivendita tradizionale,
costituita soprattutto da un
magazzino di prodotti e
priva di spazi espositivi adeguati;
-- Distinguersi dalle aziende
concorrenti attraverso un'identità
precisa e una proposta
di prodotti e servizi scelti in funzione della propria
clientela.
La progettazione dello showroom
non è un compito da delegare
all'architetto, tanto pensa
a tutto lui, ma un lavoro che
richiede valutazioni e scelte
ponderate, che solo l'imprenditore
può fare.
Quattro sono le aree in cui le
scelte fatte indirizzeranno il
lavoro dell'architetto:
-- La gamma dei prodotti da
esporre e vendere;
-- La suddivisione degli spazi
tra zone espositive, uffici e
aree di interazione con i
clienti;
-- L'uso che l'azienda intende
fare dei sistemi informatici;
-- I servizi che si offrono ai
clienti.
Questi aspetti della progettazione
interagiscono come vasi
comunicanti: una scelta fatta in
un'area influenza tutte le altre.
Vediamo allora, per ciascuna di
esse, gli aspetti più importanti
da ponderare.
::: LA SCELTA DEI PRODOTTI
La prima domanda da porsi è:
“Quali prodotti vogliamo esporre?”.
Chi pensa a un nuovo showroom
avrà in mente dei prodotti
precisi: il parquet, le ceramiche,
i serramenti o i sanitari.
È utile scrivere un elenco molto
dettagliato di questi prodotti. Si
agevola in tal modo il lavoro
dell'architetto.
La seconda domanda a cui è
necessario rispondere è: “Quali
sono le esigenze espositive di
ciascuna tipologia di prodotto?”.
Pavimenti e rivestimenti, per
esempio, hanno bisogno di
essere mostrati su superfici
ampie, in modo che la signora
Maria riesca a farsi un'idea di come verrà il pavimento del suo
soggiorno.
Una vasca idromassaggio ha bisogno
di essere mostrata in funzione:
servono allora prese per la
corrente e l'acqua, nonché un'illuminazione
capace di creare atmosfera
e risvegliare il desiderio di
immergersi tra le bollicine.
Se si vuole mostrare un caminetto
funzionante, occorre prevedere
una canna fumaria. Tutti
gli impianti tecnici devono essere
previsti nel progetto, installarli
in seguito è spesso difficile
e costoso.
Un'altra buona domanda da
porsi in questa fase è: “Cosa
potrà cambiare nel futuro?”.
Nella propria visione ideale
dello showroom sono presenti
altre tipologie di prodotti, che
potranno aggiungersi nei prossimi
anni?
Se esistono già delle ipotesi, è
bene tenerne conto, in modo
che l'architetto possa concepire
degli spazi multifunzionali e
flessibili, da poter riallestire in
breve tempo.
::: LA SUDDIVISIONE DEGLI SPAZI
In uno showroom multimerceologico
gli spazi si suddividono
in tre tipologie d'uso:
-- Spazi destinati all'esposizione
dei prodotti;
-- Spazi destinati alla relazione
col cliente;
-- Spazi destinati agli uffici,
solitamente inaccessibili al
pubblico.
Gli spazi che meritano una più
attenta riflessione sono quelli
destinati all'interazione con i
clienti.
Quasi sempre vediamo negli
showroom degli ampi banchi
reception: luoghi di accoglienza
dei visitatori, ma anche muri di separazione tra il personale
addetto alla vendita e il cliente.
Se ci si pone nei confronti del
cliente come consulenti, anziché
come venditori, non è meglio
potersi mettere al suo fianco,
come si fa quando si mostrano le
ceramiche, piuttosto che di fronte,
separati dal banco?
Perché non partire da un'analisi,
o anche da una semplice
osservazione, di quelle che
sono le esigenze di un cliente
che entra in uno showroom?
L'osservazione ci suggerirà, per
esempio, di mettere in diversi
punti dell'area espositiva dei
tavolini rotondi alti 105 - 110
cm, grandi quanto basta per
poggiare una pianta della casa,
sfogliare un catalogo, mostrare
al venditore il bagno visto su
una rivista di arredamento o
scrivere il nome dei modelli con
i prezzi su un blocco di carta.
Cliente e venditore possono parlare
e scambiarsi le prime informazioni
stando in piedi, uno
accanto all'altro, vicino ai prodotti
che interessano al cliente.
Si evita così di stendere disegni
sopra altri espositori e scrivere
per aria annotazioni che a casa
non saranno più decifrabili.
Un'altra esigenza può essere
quella di portare il cliente in un
ufficio, magari sedersi intorno a
un tavolo insieme all'architetto,
per calcolare i metri quadri, scegliere
le decorazioni, fare un preventivo.
È utile invitare il cliente
nel proprio ufficio, dove la scrivania
è già ingombra di carte?
Oppure si può pensare a uno o
due piccoli locali in cui ricevere
i clienti e parlare indisturbati?
E in questi locali non sarebbe utile
un terminale, con uno schermo
grande, da usare per collegarsi a
Internet e mostrare ai clienti i
modelli che non sono esposti?
::: LE OPPORTUNITÀ DELL’INFORMATICA
Un altro aspetto troppo trascurato
nella fase di progettazione di
uno showroom è l'impiego dei
sistemi informatici, spesso impiegati
solo per le esigenze amministrative
e la gestione del magazzino.
Vediamo in che modo la presenza
di schermi e terminali può
agevolare la vendita.
Le principali esigenze in tal
senso sono:
-- Mostrare ai clienti cataloghi
on line;
-- Accedere a informazioni tecniche,
misure, schemi di
montaggio, ecc.
-- Mostrare progetti fatti con
programmi CAD: “Ecco come
verrà la sua cucina con gli
elementi che ha scelto!”.
-- Fare delle rapide stime dei
costi;
-- Scannerizzare i disegni dei
clienti per fare successivamente
un preventivo;
-- Mostrare presentazioni o
brevi filmati realizzati dalle
aziende fornitrici;
-- Comunicare tramite posta
elettronica con architetti,
impresari e clienti privati;
-- Vedere progetti realizzati dal
progettista col CAD per capire
cosa cerca il cliente.
Una riflessione su queste esigenze
consentirà di progettare
in modo funzionale sia la rete
informatica dello showroom sia
gli impianti e le canaline necessari
per i collegamenti.
::: I SERVIZI
Anche i servizi che l'azienda
offre insieme ai prodotti hanno
bisogno di essere valorizzati e
sostenuti da strutture e forme
di comunicazione adeguate.
Chi vende parquet può limitarsi
a inserire espositori che mostrano bene il colore, le
venature e le caratteristiche
estetiche dei diversi tipi di
legno. Chi offre anche il servizio
di posa, dovrà dare al cliente
molte più informazioni: i diversi
metodi di posa, i diversi tipi di
finitura, foto di pavimenti realizzati.
Il servizio va spiegato e
venduto, non basta dire: “Le
mando l'artigiano giusto per
posarlo”.
I principali supporti per la vendita
del servizio sono:
-- Pannelli che mostrano le
diverse opzioni applicative;
Fotografie per scegliere la
modalità di posa;
-- Foto di ambienti realizzati;
Schede che consentono al
venditore di fare una prima
rapida previsione dei costi;
-- Filmati sulla messa in opera
dei materiali;
-- Espositori concepiti per
mostrare aspetti tecnici,
per esempio la struttura
necessaria per il montaggio
di una porta o di un serramento.
Questi espositori “tecnici” servono
anche al privato che intende
eseguire da sé la posa e ha
bisogno di sapere esattamente
cosa dovrà fare.
Riconoscere le esigenze dei
clienti, anche quelle più piccole
e apparentemente insignificanti,
è la chiave di volta per una
buona progettazione dello
showroom e per distinguersi dai
concorrenti. Vale la pena soffermarsi
su di esse prima di affidare
l’incarico all’architetto.
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